Genova – Potrebbe allargarsi anche all’ospedale Galliera e a quello di Villa Scassi l’indagine aperta dalla procura della Repubblica su un presunto giro di tangenti offerte dalle agenzie di pompe funebri agli addetti agli obitori genovesi per segnalare i decessi e per “dirottare” i parenti verso i servizi di questa o quella agenzia.
Nei giorni scorsi ben cinque persone sono finite sotto indagine con con l’accusa di aver ricevuto mazzette all’ospedale San Martino ma gli inquirenti sospettano che il “giro” sia molto più esteso e possa interessare tutti gli ospedali genovesi.
Per questo motivo la guardia di finanza potrebbe effettuare nuove verifiche sul personale addetto a tutti i punti “sensibili” dei nosocomi genovesi.
Secondo l’ipotesi investigativa, nata dopo un esposto di una delle agenzie vittima della concorrenza sleale, alcuni rappresentanti di servizi funerari avrebbero pagato il personale presente negli obitori e nei reparti per segnalare i decessi e i nominativi dei parenti che potevano così essere contattati per offrire i propri servizi in un momento di particolare delicatezza e vulnerabilità.
Proporre una “soluzione” ad una esperienza che vede i parenti in difficoltà e particolarmente fragili, costituisce un illecito penale poichè gli addetti possono solamente indicare una lista di agenzie e non possono suggerire nomi o, peggio, come sembra sia successo al San Martino, far incontrare i parenti con i rappresentanti delle agenzie.
Nel frattempo è sotto attenta analisi il materiale cartaceo sequestrato dagli armadietti dei dipendenti indagati e negli uffici delle agenzie di pompe funebri. Alcuni appunti potrebbero rivelare cifre e rapporti che potrebbero avere risvolti penali per il reato di corruzione e concussione.



























