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Cambiano gli assessori in Comune – L’ex Elisa Serafini: nessuna spiegazione ai Cittadini

Elisa Serafini,

Genova cambia ben tre assessori ma il Sindaco Marco Bucci non da nessuna spiegazione ai suoi concittadini. E’ l’ex assessore alla Cultura Elisa Serafini, dimissionaria poco dopo l’insediamento della Giunta che guida la città a domandarsi il perché di questo “rimpasto” e le motivazioni che hanno spinto il sindaco ad estromettere persone molto apprezzate anche da chi non sostiene direttamente l’attuale maggioranza di Palazzo Tursi.

Con uno dei suoi post al vetriolo, Elisa Serafini interviene sulla vicenda dai Social e si domanda soprattutto perché non sia stata data alcuna spiegazione a quanto avvenuto tra le mura di Tursi:

“Vorrei spendere qualche parola su quanto sta succedendo a #Genova in questi giorni – scrive Serafini sul suo profilo Facebook – perché emblematico di una deriva culturale che può vivere qualunque città. Da un lato abbiamo l’approvazione del patrocinio all’evento “Aperitivo con lo stalker”, dove avremo il privilegio di ospitare (a costo pubblico), un sedicente “signore” che si dichiara contro la legge sullo stalking e insulta le vittime sfregiate con l’acido. Per portare Genova agli onori della cronaca si sono scomodati, nelle ultime 24 ore, Il Corriere della Sera, Open, Il Secolo XIX, Repubblica e chissà quanti altri media. Insomma, dopo la vicenda dei gattini, un altro grande risultato di promozione della città. Dall’altro abbiamo il Sindaco che manda via 3 #assessori senza dare giustificazione, motivo, ragione, nulla. Evidentemente né i cittadini, i contribuenti, né gli stessi amministratori sono degni di ricevere una comunicazione #trasparente. Va segnalato che si parla di tre amministratori non solo preparati, ma anche e soprattutto indipendenti e moderati. In particolare, Arianna Viscogliosi ha sempre dimostrato le sue posizioni pro-Europa, pro-diritti civili e a favore della libertà. Con lei ho condotto battaglie “interne” a favore del buon senso, perché fossero contrastate discriminazioni a persone vulnerabili e minoranze. Insieme abbiamo partecipato a eventi contro il bullismo alle persone LGBT, abbiamo lottato perché venisse aperto un dialogo con le associazioni di cittadini stranieri. L’altro amministratore “epurato” è Giancarlo Vinacci, un manager di lunga esperienza che aveva scelto, con generosità di destinare il suo tempo e le sue capacità, a beneficio della società. Anche Giancarlo ha combattuto le sue battaglie: mi ha aiutata a ridimensionare la vergognosa delibera anti-commercio promossa dalla #Lega contro le attività “non europee” che ancora oggi impedisce a ristoranti, negozi e attività di aprire nel centro storico di Genova.
Ho dato le #dimissioni da questa Giunta un anno fa, perché mi venne chiesto più volte di agire contro la mia coscienza, contro il programma che io stessa avevo sottoscritto e contro la parola che avevo dato ai miei elettori. Speravo di sbagliarmi, ma quello che vedo oggi, da cittadina e attivista, è una deriva statalista-oltranzista nemica della libertà civile, dei valori democratici e della trasparenza, che non fa bene alle persone e alla città.
Questa politica ha scelto di epurare le persone coraggiose. E purtroppo, è facile capire che, seguendo questa tendenza, non saranno le ultime a subire questo trattamento.
So che molti amici che hanno sostenuto me, e sostengono tuttora l’amministrazione, non saranno d’accordo con queste parole. So di perdere “rapporti”, politici e di lavoro, so che qualcuno, come è già successo, non potrà più scrivermi, telefonarmi, venire ad un mio evento, o fare una foto con me, perché dovrà gestire le ire di piccoli – grossi uomini che minacciano chiunque abbia rapporti con chi non ha scelto di essere servo del potere. La storia ci dice, però, che i grandi cambiamenti avvengono con lenta e costante gradualità, e che non dobbiamo abituarci al #male, o ancora peggio coltivarlo, come mi ha detto uno di questi piccoli uomini, ma contrastarlo, con tutte le nostre forze.
Dobbiamo combatterlo un pezzo alla volta, una parola alla volta, una persona alla volta per instaurare la stessa graduale resistenza liberale.
Io lavorerò per questo, da sola, con poche o tante persone, non mi interessa. Ma so che questa è la cosa giusta da fare, ancora una volta”.