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Genova – Un nuovo polo didattico e sperimentale per gli studenti dell’Istituto Agrario Marsano di Struppa. Il Municipio Media Val Bisagno ha recentemente messo a disposizione dell’Istituto Agrario Marsano un appezzamento di terreno, con estensione di circa mq 7.000 e questa vasta area, posta poco sopra l’Apiario Urbano di via Lucarno e appena sotto l’Istituto Agrario di San Siro di Struppa, è stata completamente ripulita, grazie all’intervento di numerose aziende che operano nel tessuto produttivo cittadino, dai rovi e cespugli che la rendevano inaccessibile.
Diventerà un polo didattico e sperimentale per gli studenti dell’Istituto Agrario genovese i quali, a partire dai prossimi mesi, inizieranno a coltivarlo con varietà ortofrutticole tipicamente locali: prugne “Franchine ed Arselline”, ciliegie “Mazzine”, albicocche “Montoggio e Valleggia”, mele “Roncalline e Cabellotte” ed ancora con il pomodoro costoluto e lo zucchino genovese, il basilico locale e la cipolla di Zerli….uno scrigno della biodiversità ed un prezioso laboratorio per i nostri ragazzi.

“Una vallata che sta recuperando lo splendore di un tempo – spiega Marco Corzetto, docente dell’Istituto Marsano – un tempo nel quale i “besagnini” raccoglievano i prodotti che questa terra tenace, ma generosa, donava per rivenderli nelle loro botteghe.
Un sogno che diventa realtà: l’abbandono della “monocoltura” per un ritorno a quella “biodiversità” necessaria per la sopravvivenza del pianeta”.

Il mirabile esempio di recupero ambientale è ben visibile in Valbisagno e questo grazie agli studenti dell’Istituto Agrario Marsano, ad un Municipio locale attento ai problemi del quartiere e dell’ambiente e alle aziende che hanno collaborato nella pulizia dell’area affinchè il territorio possa tornare a donare quei preziosi doni che solo una terra amata può offrire.

Poco lontano sorge anche uno dei primi apiari urbani italiani, sempre su terreno messo a disposizione dal Municipio Media Valbisagno.
L’apiario urbano genovese è nato su un’area municipale abbandonata, ricolma di vegetazione infestante ed utilizzata fino ad allora dai cittadini come discarica di spazzatura.

L’apiario urbano è ora il fiore all’occhiello dell’Associazione Apigenova, composta da circa 140 apicoltori, sognatori, che hanno a cuore il benessere ambientale.
L’apiario urbano genovese è luogo di incontro per appassionati della materia, accoglie le scuole e i cittadini in visita, molti dei quali decidono di posizionarvi le api per produrre miele per il proprio fabbisogno.
L’apiario urbano è ora un progetto studiato e copiato in molti comuni italiani.
A volte le buone idee trovano percorsi paralleli ed è forse per questa ragione che lo stesso