ambulanza interno operatoreGenova – Corsa sotto il sole e nelle ore più calde della giornata, in bici per strada e sui sentieri con caschi protettivi e abbigliamento pesante e, ancora, esercizi da palestra all’aperto in pieno sole.
Non sono solo gli anziani gli “indisciplinati” che mettono a dura prova medici e ospedali per il gran caldo. A fianco di ultra 70enni che escono di casa ignorando i consigli e poi si sentono male per strada, ci sono però anche giovani e giovanissimi che non rinunciano all’allenamento sportivo all’aria aperta e sfidano letteralmente il caldo facendo running sotto il solleone, andando in bicicletta nelle ore più calde della giornata sulle strade o, peggio, in attrezzatura da mountain bike (casco e protezioni) lungo i sentieri.
Attività impegnative già a temperature normali e che diventano roulette russe con l’emergenza caldo.
Il risultato è un aumento del 30% degli accessi in ospedale e dei ricoveri.
La maggior parte se la cava con un colpo di sole o una cura per disidratazione ma c’è anche chi scatena altri e più gravi problemi all’apparato cardio-circolatorio o compromettendo organi interni per il super lavoro cui sono sottoposti.