crollo galleria A26

Aggiornamento delle 10,30 – L’udienza preliminare prevista per oggi potrebbe essere rinviata per errori di notifica a tre imputati. La prossima data utile potrebbe essere a fine dicembre.
Le associazioni che si costituiscono parte civile fanno notare che esiste il rischio che alcuni reati possano finire prescritti prima che il processo si concluda.

Genova – Mentre il processo per il crollo del Ponte Morandi entra nel vivo, a Palazzo di Giustizia, questa mattina, inizia un altro processo che interessa la gestione di Autostrade per l’Italia e i suoi vertici e che vede 47 persone indagate.
Quella di oggi è l’udienza preliminare e davanti al Gip si presenteranno gli indagati e i loro avvocati.
Il processo riguarda i presunti falsi report creati per “attenuare” la gravità dello stato di manutenzione di viadotti e gallerie ed in particolare del crollo di parte della volta di copertura della galleria Bertè, sull’autostrada A26, avvenuto il 30 dicembre 2019 e che solo per un miracolo non ha causato morti e feriti.
A processo anche i responsabili per Autostrade per l’Italia e le società satellite che dovevano occuparsi della sicurezza anche per il mancato rispetto delle norme europee per la sicurezza nei tunnel e per lo scandalo delle barriere anti rumore che avevano presentato problemi di sicurezza al punto che uno degli indagati, intercettato, avrebbe dichiarato che erano “attaccate con il vinavil”.
Le accuse, a vario titolo, sono per falso, frode, attentato alla sicurezza dei trasporti e crollo colposo e una decina dei 47 indagati potrebbe accettare questa mattina il patteggiamento, riconoscendo la responsabilità in cambio di uno sconto della pena.
Patteggiamento che ha già permesso alle società Autostrade per l’Italia e Spea di “uscire” dal processo pagando una penale di un milione di euro a fronte di danni multimilionari.
Tra gli indagati molti degli imputati anche del processo per il crollo del Ponte Morandi che ha causato la morte di 43 persone nell’agosto del 2018 tra i quali l’ex amministratore delegato di Aspi Giovanni Castellucci, e gli altri vertici di Autostrade per l’Italia Paolo Berti e Michele Donferri Mitelli. A processo anche Stefano Marigliani, ex direttore di tronco autostradale della stessa azienda.