Genova – Riportare gli scoiattoli nei Parchi di Nervi è un progetto suggestivo ma non realizzabile. Ne sono sicuri i volontari dell’associazione ambientalista Gaia Animali Ambiente che hanno saputo dell’iniziativa dai Media ed hanno subito chiesto di abbandonare il progetto perchè – semplicemente – è irrealizzabile per una serie di situazioni e problematiche non risolvibili.
L’associazione Gaia chiede di ritirare l’Ordine del giorno che inviterebbe a introdurre lo scoiattolo rosso all’interno del Parchi di Nervi in primo luogo per il loro bene.
La proposta, seppur suggestiva, non sarebbe realizzabile poiché gli scoiattoli rossi autoctoni dovrebbero essere catturati in natura e trasportati, con molti rischi, all’interno dei Parchi di Nervi, dove peraltro non ci sono mai stati, in un l’habitat ecologico assolutamente non adatto alle loro caratteristiche e alle loro necessità alimentari.
“La vegetazione presente non garantirebbe la loro sopravvivenza – spiegano gli ambientalisti di Gaia – e inoltre andrebbe incontro a notevoli rischi a causa della vicinanza di strade e ferrovia: hanno infatti caratteristiche diverse dallo scoiattolo grigio, che all’interno dei Parchi di Nervi trovava un habitat ideale senza doverne uscire”.
I volontari di Gaia fanno inoltre sapere che lo scoiattolo comune (sciurus vulgaris) ha comportamenti ben diversi rispetto a quello grigio eradicato nei decenni scorsi con una operazione che ancora oggi suscita roventi polemiche.
E’ molto meno confidente – quindi, ad esempio, si avvicinerebbe molto meno alle persone e ai bimbi, che ha rappresentato una grande soddisfazione per generazioni di bimbi genovesi e non solo – inoltre non è abituato ad un ambiente antropizzato e dall’equilibrio ecologico molto delicato, tanto che sarebbe a rischio la sua sopravvivenza.
Gaia ricorda anche che esiste un ostacolo anche normativo. Lo scoiattolo rosso autoctono, che vive tranquillamente in tutto il nostro entroterra, è animale selvatico e, come recita la legge 157/92, è patrimonio indisponibile dello Stato: come ogni selvatico non si può catturare in natura e spostare a piacimento.
“Ricordiamo inoltre – spiegano ancora all’associazione Gaia – che già nel 2017 il Comune di Genova ebbe la stessa idea ma tutto naufragò proprio perché non prelevabili dal loro habitat, come ebbe a dire il Prof. Andrea Balduzzi del Dipartimento Scienze della Terra e dell’Ambiente”.
Nel caso l’Ordine del giorno non venga ritirato Gaia invita i consiglieri regionali a non votarlo.
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