Sori (Genova) – Raffica di furti nelle abitazioni delle “frazioni” e l sospetto che i malviventi abbiano capito che è meglio non utilizzare le strade con auto e moto.
Li hanno chiamati “ladri escursionisti” ma il soprannome divertente non alleggerisce la paura che i residenti di case isolate e villette stanno provando in questi giorni nel levante genovese dove, tra Bogliasco e Recco, si stanno registrando raffiche di furti nelle abitazioni che fanno pensare ad una banda molto ben organizzata.
I ladri “appaiono” e scompaiono nelle frazioni e colpiscono le abitazioni forzando porte e finestre approfittando dell’assenza dei proprietari ma in qualche occasione sono entrati – o hanno provato a farlo – anche con le persone in casa.
Episodi segnalati a Sussisa e Caprile, sulle alture di Sori, ma anche a Pieve Alta e a Poggio e San Bernardo, frazioni di Bogliasco.
Le modalità sono più o meno le stesse e la “firma” della presunta banda è rappresentata dal fatto che, esaminando le riprese delle molte telecamere di sorveglianza della zona, non compaiono mai auto o moto.
L’ipotesi, suffragata anche da altri elementi oggetto di indagine, è che i malviventi raggiungano le case passando per sentieri e zone isolate, preferendo quelle abitazioni che sorgono vicino a boschi e zone impervie. Probabilmente conoscono i sentieri o li studiano prima dei “colpi” e agiscono in sequenza, prendendo di mira diverse case nella stessa zona.
Non è un mistero che le forze dell’ordine usino le riprese video per scoprire eventuali presenze “anomale” e che il passaggio di auto o moto targate rappresenti un indizio importante in località dove “si conoscono tutti” e dove un foresto viene individuato in pochi minuti.
Ora, però, il “trucco” sembra essere stato svelato e i ladri hanno forse capito come aggirare i controlli e proseguire l’attività arrivando e fuggendo dai luoghi “di lavoro” passando per i sentieri.

























