Genova – La Fiera del Libro sta per compiere i 100 anni di storia ma è a rischio. Il Comune tarda infatti a concedere l’uso di piazza Matteotti, dove si è recentemente spostata l’edizione primaverile e gli organizzatori chiedono chiarezza senza però ottenerla.
Un lungo braccio di ferro quello che mette a confronto gli organizzatori della centesima edizione della Fiera del Libro di Genova, la più antica d’Italia, ed il Comune che, dopo aver annunciato la volontà di evitare mercati e mercatini nati come funghi durante le passate amministrazioni, intende preservare le piazze storiche per lasciarle al godimento dei Turisti che sempre più numerosi affollano la nostra città.
Gli organizzatori della Fiera del Libro ricordano, in una nota diffusa oggi, come l’evento del centenario sia “partito alla grande a inizio gennaio con l’esposizione tradizionale in Galleria Mazzini e con tanti impegni a favore della città, come la raccolta fondi per il Gaslini, le presentazioni dei libri con gli autori, le visite guidate gratuite e aperte alla città , il centesimo anniversario della Fiera del Libro di Genova, la più antica d’Italia, fondata proprio nel 1926 (lo stesso anno della “Grande Genova”) rischia però di trasformarsi un addio”.
Secondo gli organizzatori della Fiera del Libro, infatti” “per ragioni che ancora nessuno ha capito, il Comune non vuole concedere il tradizionale spazio in piazza Matteotti, dove i librai animano ormai da molti anni la zona solitamente trasformata in parcheggio. Ma non solo. Anche le proposte alternative in vista del tradizionale appuntamento di primavera, sono state respinte; a cominciare da largo Pertini davanti al Carlo Felice Fiera del Libro.
In realtà è nota da tempo la decisione del Comune di non consentire più, o comunque ridurre al minimo, l’uso delle piazze storiche per l’allestimento di mercati, mercatini ed esibizioni che possano in qualche modo creare un impatto estetico con la piazza stessa.
La volontà sarebbe quella di riportare un “ordine” ed un rispetto dei luoghi che era stato dimenticato dalle precedenti amministrazioni che avevano invece trasformato i luoghi storici e le piazza cittadine più importanti in continui “mercatini” con allestimenti discutibili.
Un cambio di marcia condivisibile o meno ma che ha una sua spiegazione logica.
La decisione potrebbe essere alla base della “contesa”.
«Galleria Mazzini va bene a Natale e Capodanno – spiega Marcello Ambrogio, presidente della Fiera del Libro di Genova – Ma per l’appuntamento di primavera non funziona dal punto di vista commerciale. Noi i libri li vendiamo e viviamo del nostro incasso. In cambio, da sempre, diamo i soldi dell’occupazione del suolo pubblico e molti investimenti culturali oltre che un bel movimento di persone. Anche in quest’anno così importante per noi, visto che celebriamo i 100 anni, avevamo in mente di offrire tante iniziative e soprattutto visite guidate per i turisti a Palazzo Ducale e alla Torre Grimaldina, che sta per aprire”.
Secondo la denuncia degli organizzatori, infatti, ci sarebbe un “muro di gomma” fatto di “No”.
“In poche parole – affermano gli organizzatori – dobbiamo solamente accettare la Galleria e ovviamente di fronte a questa ipotesi dovremo rinunciare all’evento. Una vera disdetta per la città oltre che un problema per noi».
Le ultime mediazioni e tentativi di convincere il Comune interlocutore sarebbero andate a vuoto.
«Ora manca un mese circa all’evento – spiegano alla Fiera del Libro – e quindi lo vogliamo dire chiaramente, affinché tutti si predano le loro responsabilità: la Fiera del Libro in primavera non può essere allestita in Galleria Mazzini alle condizioni che ci sono state proposte. O cambia qualcosa o l’appuntamento salta. E forse Genova perderà la Fiera più antica d’Italia. Aspettiamo che qualcuno cambi idea, altrimenti non avremo altra possibilità».


























