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Genova, flop per il bike sharing, chiude anche il servizio Zena by Bike

bike sharing genovaGenova – Il bike sharing non decolla e chiude il servizio di condivisione delle bici elettrice lanciato dal progetto Zena by Bike. Ad annunciarlo il sito della mobilità di Genova Parcheggi che ricorda ai genovesi che, dal 30 aprile 2026, il servizio di bike sharing chiuderà i battenti e dal 1 maggio il servizio non sarà più disponibile.
“Genova non è una città per le biciclette”. L’adagio, tanto caro a chi critica la realizzazione delle piste ciclabili e gli investimenti fatti su un tipo di mobilità poco adatto ai “sali scendi” cittadini, trova una nuova conferma nell’annuncio della chiusura del servizio Zena By Bike.
Gli abbonati verranno risarciti e il progetto si ferma, con buona pace di chi insiste con una mobilità “alternativa” ancora troppo poco diffusa e con evidenti problemi di “attuabilità”.
Per chiedere il rimborso delle somme già versate occorre scrivere all’indirizzo email  entro il 15 giugno 2026, indicando: nome e cognome dell’abbonato, l’indirizzo e-mail utilizzato in fase di registrazione e, solo nel caso in cui non sia possibile effettuare il rimborso sulla stessa carta di credito o di debito utilizzata per l’ultimo pagamento, un IBAN alternativo.
Considerando i problemi tecnici incontrati in questi giorni dal sito di Genova Parcheggi
è possibile anche recarsi (dal 4 maggio al 15 giugno 2026) presso gli sportelli di Genova Parcheggi in viale Brigate Partigiane 1 e ritirare il rimborso.
Il Servizio ZenaByBike  era  sistema di noleggio in condivisione di biciclette (Bike sharing), che rappresentava un modo alternativo di muoversi in città, già diffuso in altre città più “adatte”, per contribuire a diminuire il traffico e a ridurre l’inquinamento.
Nel progetto degli ideatori chi arrivava in città con l’autobus, in treno o con la propria auto aveva la possibilità di utilizzare una bicicletta per muoversi agevolmente in città.
In diversi punti della città erano collocate le postazioni dove era possibile prelevare una bicicletta di tipo tradizionale (city bike) o a pedalata assistita (elettrica).
La riconsegna della bicicletta,  poteva avvenire in una postazione diversa da quella dove è stata prelevata proprio per creare l’integrazione con i diversi mezzi di trasporto (sistema a ciclo aperto).
Il progetto, come altri in precedenza, si è scontrato con alcune criticità cittadine come la conformazione del territorio e la difficoltà a reperire i parcheggi.