Genova – La Procura ha aperto un fascicolo di indagine, per ora senza indagati, sull’attacco di pirati informatici che ha colpito Netalia, l’azienda genovese che offre servizi digitali, storage, cloud e gestione dei dati per aziende e privati.
L’attacco ha mandato in tilt il servizio di pagamento delle multe di Genova Parcheggi che ha affidato alcuni servizi a Netalia e si trova ora “bloccata”.
Sul caso lavora da giorni la polizia postale dopo la denuncia della stessa Netalia che ha segnalato l’anomalia già dallo scorso 23 marzo e, da allora, ha server e servizi paralizzati da un attacco informatico di tipo “ransomware” che, come dice il nome, prevede il pagamento di un riscatto (ransom) per poter tornare nella piena disponibilità dei server e dei dati “sequestrati” dai pirati informatici attraverso un complesso sistema di intrusione nei sistemi informatici.
I contorni dell’attacco non sono ancora del tutto definiti e la Procura indaga anche su questo aspetto oltre che sui soggetti che hanno messo a segno il “colpo”.
I siti specializzati hanno già diffuso la notizia – ovviamente da confermare – secondo cui l’attacco sarebbe condotto dal gruppo Qilin

Il Comune di Genova ha intanto comunicato che verrà sospeso il termine per il pagamento delle sanzioni, anche con la modalità del pagamento ridotto.
Molti automobilisti sanzionati sperano che il blocco dei server possa concludersi con una “cancellazione” dei dati che eviterebbe loro di dover pagare, mancando la prova della violazione amministrativa.
Posizione al vaglio delle associazioni dei Consumatori considerato che, in questi casi, va verificato il corretto uso di tutte le misure di sicurezza ragionevolmente prevedibili ed atte ad evitare l’intrusione.
























