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Genova, ancora sciami di api in città, molti interventi degli apicoltori volontari

sciame api moto MarassiGenova – C’è chi è uscito di casa lasciando la finestra della cucina aperta e si è trovato uno sciame di api “aggrappato” al lampadario, chi le ha trovate nel cofano dell’auto e, ancora, chi ha trovato il contatore del gas “pieno” di api. Sono soprattutto i cassettoni delle tapparelle di casa, però, ad “attirare” di più le sciamature dei laboriosi insetti che in questo periodo lasciano le colonie per fondarne di nuove.
E’ ancora “emergenza” sciami di api in città e da giorni gli apicoltori volontari di diverse associazioni inseguono letteralmente gli insetti rispondendo alle numerose richieste di aiuto dei genovesi e non solo.
Il “caso” più preoccupante è quello dell’asilo nido Lilliput di via Bologna dove uno sciame sarebbe penetrato nel sottotetto “entrando” nella struttura. Il ritrovamento, ad asilo chiuso, di alcune api nelle stanze ha fatto scattare la richiesta di intervento ai vigili del fuoco che, però, da tempo non intervengono più in casi come questi.
Sul posto sono arrivati gli apicoltori volontari che stanno cercando un modo per accedere al sottotetto per cercare di recuperare le api.
Api in un cassettone delle tapparelle in via Dessori, a San Fruttuoso ed uno sciame “appeso” ad un cornicione in via Frugoni, in pieno centro cittadino.
Cassettone delle tapparelle scelto come rifugio anche a Pra’ in zona Canova
Uno sciame di api ha scelto il cofano di un’auto posteggiata in via Bruno Palli a Rivarolo, nel pomeriggio di ieri una nuvola di insetti si è presentata anche a Quarto Alta, sul terrazzo di un appartamento mentre a Borgoratti, in via Copernico, una persona ha scoperto che il vano del contatore del gas era stato scelto per il riposo di uno sciame.
L’intervento degli apicoltori volontari – che non percepiscono alcun sostegno da istituzioni ed enti nonostante prestino tempo e lavoro per la collettività – ha risolto la maggior parte delle emergenze che, con tutta probabilità, proseguiranno anche nei prossimi giorni.
La sciamatura delle api è un fenomeno preoccupante?
Gli sciami lasciano l’alveare di provenienza da milioni di anni e ci si augura che continuino a farlo visto che, se le api sparissero, il 70 per cento delle cose che mangiamo sparirebbe dalle tavole.
La stagione della sciamatura inizia con il bel tempo primaverile e prosegue sino a tarda estate ed avviene ogni volta che nella colonia nasce una nuova Regina.
L’esemplare più anziano abbandona la famiglia e vola via con una parte delle operaie più fedeli e va a cercare un luogo adatto a fondare una nuova colonia.
In natura si tratta di alberi cavi o andratti naturali ma, in città, possono scegliere sistemazioni molto meno “adatte” e talvolta possono creare problemi.
In genere gli sciami ritrovati su alberi, grondaie, finestre o terrazzi sono “di passaggio” ovvero hanno lasciato l’alveare e si stanno spostando. Potrebbero restare in loco per qualche ora come per qualche giorni (tempo permettendo) ma poi ripartono e se ne vanno.
A volte, però, trovano un luogo adatto a fermarsi più a lungo e a costruire un nido. In questo caso “spostarle” risulterà più difficile ed è per questo che gli apicoltori invitano a segnalare al più presto possibile la presenza dello sciame.
Se le api restano “a vista” si riescono a prelevare facilmente ma se penetrano detro muri, buchi o condotte, potrebbe essere necessario rompere muri per raggiungerle e in questo caso l’intervento potrebbe essere “a carico” di chi le ha nella sua proprietà.

Gli Amici delle Api, associazione che si occupa di difendere le api e sensibilizzare alle tematiche ambientali, ricordano che, in presenza di uno sciame, non bisogna aver paura ma, piuttosto, usare precauzione nei movimenti e, potendo, isolando la zona dove sono presenti gli insetti.
Le api che sciamano, di solito, non costituiscono un pericolo a meno che non vengano disturbate o se si tenta di aggredirle o scacciarle in qualche modo.

La “sciamatura” è un processo naturale con il quale le Api si moltiplicano e avviene ogni anno, quando nell’alveare, nasce una nuova regina.
La vecchia regnante abbandona il nido con una parte delle operaie più fedeli e cerca un posto idoneo a fondare una nuova colonia e lascia alla figlia il compito di prendersi cura del suo “regno”.
Questo permette una colonizzazione del territorio e la diffusione delle api su tutto il Pianeta, ormai da milioni di anni.
Gli sciami non vanno assolutamente uccisi. Per prima cosa perché si tratta di insetti importantissimi per l’impollinazione delle piante e si calcola che, se sparissero, perderemmo circa il 70% delle cose che mangiamo, in secondo luogo perché lo “sciame” è giuridicamente una proprietà dell’apicoltore da cui sono partite.
Si tratta di uno dei pochissimi casi in cui la Legge consente la possibilità di “inseguire” gli insetti anche violando la proprietà privata altrui.
Ma cosa fare se si avvista uno sciame di api?
Se si avvista uno sciame o se si ha l’avventura di trovarne uno nel proprio giardino o nella propria proprietà, occorre mantenere la calma e ricordare che, di solito, le api che sciamano non pungono poiché, prima di partire, fanno il pieno di miele e sono affaticate e cercano solo un posto tranquillo dove riposare e ripartire o per fondare un nido.
Se le api si trovano in un luogo aperto al pubblico, sarebbe bene segnalare la loro presenza ai passanti e “isolare” la zona per evitare che qualche curioso si avvicini troppo.
La cosa migliore è poi rivolgersi all’apicoltore che si trova nella zona (se lo si conosce). Nella zona di Genova si possono contattare gli Amici delle Api sulla loro pagina Facebook https://www.facebook.com/groups/amicidelleapi, pubblicando foto e video dello sciame e inviando un messaggio con un recapito per il contatto.
Si può contattare il Gruppo anche via email scrivendo ad [email protected]
In genere, tutte le associazioni degli apicoltori hanno iscritti che, volontariamente intervengono per il recupero delle api (non le vespe) e, nel caso, vale la pena contattare anche loro (AlpaMiele – Apiliguria)
Oppure si possono contattare i vigili del fuoco (che però non intervengono direttamente) ma conoscono i numeri telefonici delle “chat” di apicoltori volontari che prestano la loro opera per recuperare gli sciami gratuitamente.
(Foto di Archivio)
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