HomeGenovaCronacaCrisi del Teatro Carlo Felice, Regione Liguria approva sostegno economico

Crisi del Teatro Carlo Felice, Regione Liguria approva sostegno economico

Teatro Carlo FeliceGenova – Il consiglio reginale della Liguria ha approvato questa mattina, il sostegno alla Fondazione Carlo Felice. Lo ha fatto con 17 voti a favore (maggioranza) e 10 astenuti.
Il provvedimento autorizza la Giunta a stanziare un contributo di un milione di euro a
sostegno del programma delle attività svolte nel corso del 2025, inclusa l’edizione passata
del Festival internazionale del balletto di Nervi.
Nella discussione generale sono intervenuti numerosi consiglieri.
Roberto Arboscello (Pd) ha riconosciuto la necessità di salvaguardare il Teatro Carlo
Felice, ma si è domandato se ci sarebbe stato lo stesso interesse se si fossero manifestati
analoghi problemi in altre province. Il consigliere, inoltre, ha espresso perplessità sul fatto
che il Consiglio approvi un “salvagente” a buchi di bilancio prodotti l’anno precedente.
Angelo Vaccarezza (FI) ha rilevato che occorre prendere atto dell’unicità del teatro lirico
Carlo Felice di Genova e che, comunque, gli eventi culturali hanno sempre dei costi che è
necessario coprire, nell’interesse dei liguri.
Alessandro Bozzano (Noi Moderati) ha ricordato il lavoro di approfondimento fatto nella I
Commissione Affari generali, istituzionali e bilancio, da lui presieduta, e ha definito questa
fase molto utile con numerose audizioni in cui sono emerse diverse questioni prioritarie e
ha rilevato la necessità di sostenere la Fondazione.
Il presidente della Giunta Marco Bucci ha ricordato che l’assemblea del Carlo Felice ha
evidenziato un disavanzo di 2 milioni e 400 mila euro sul bilancio del 2025 nato dalle
spese sostenute, diverse dal bilancio preventivo approvato per lo stesso anno e che
queste spese comprendevano anche i balletti di Nervi del 2025. Il presidente ha precisato
che il milione stanziato serve per recuperare i 500mila euro mancanti e altri 500mila per
dare al Teatro la possibilità di coprire le spese che non erano state previste.
Bucci ha sottolineato come le fondazioni lirico sinfoniche abbiano sempre bisogno di aiuti. Sul bilancio di un teatro lirico – ha sottolineato – il ritorno dai biglietti è intorno al 10% ed è
normale che ci siano aiuto pubblici per la cultura. Il presidente, infine, ha dichiarato che
i Comuni in difficoltà vanno aiutati e che, per i trasporti, nel 2027 la Regione interverrà per
Spezia e Imperia.
Gianni Pastorino (Andrea Orlando Presidente) ha espresso alcune perplessità e, in
particolare, ha avanzato il rischio che questo contributo possa diventare strutturale nei
confronti del teatro lirico del capoluogo ligure.
Matteo Campora (Vince Liguria) ha annunciato il proprio voto favorevole e ha ricordato
che nel 1996 gli enti lirici hanno sfiorato il fallimento e sono stati salvati dalla riforma Melandri che li trasformò in enti privati. Campora ha posto l’accento sul fatto che il
problema riguarda tutte le istituzioni di questo tipo, che vanno comunque sostenute.
Simone D’Angelo (Pd) ha lamentato il voto contrario della maggioranza all’emendamento
presentato da Armando Sanna (vedi in fondo, ndr), rilevando che i fondi aggiuntivi non
saranno investiti per la programmazione culturale, ma per spese straordinarie che,
secondo il consigliere, diventeranno ordinarie nel 2026.
Lilli Lauro (FdI) ha spiegato le ragioni del voto positivo: è giusto dare un contributo al
Carlo Felice e ai balletti di Nervi, che hanno una tradizione importante e rappresentano
un’eccellenza.
Sara Foscolo (Lega Liguria-Salvini) ha annunciato voto favorevole al provvedimento
rilevando l’importanza di sostenere il teatro lirico, che è una eccellenza culturale della
Liguria, e ha assicurato che la Regione interverrà a sostegno anche di realtà analoghe in
altre province.
Gianmarco Medusei (FdI) ha dichiarato che la minoranza dovrebbe avere il coraggio
della coerenza e, dunque, votare contro. Il consigliere non ha condiviso il paragone fra i
balletti di Nervi e l’evento di Charlotte de Witte che – ha detto – sarebbe stata
un’operazione di immagine da parte della sindaca Salis.
Federico Bogliolo (Vince Liguria) ha annunciato voto favorevole e ha ribadito la
necessità di questo provvedimento legislativo e ha accusato la minoranza di avere dato
una interpretazione ideologica e politica alla norma.
Andrea Orlando (Pd) ha sottolineato che il gruppo del Pd non ha fatto ostruzionismo nel
corso della votazione della legge e ha sottolineato che sarebbe un errore utilizzare la
Regione come un “bancomat”, ma che è corretto intervenire nella programmazione.
Secondo il consigliere si ripiana un disavanzo senza analizzare le ragioni che lo hanno
generato.
Rocco Invernizzi (FdI) ha annunciato il voto favorevole del gruppo al provvedimento e ha
ribadito la necessità di sostenere il teatro lirico del capoluogo ligure perché la cultura
rappresenta un valore da tutelare perché è un arricchimento per la società.
Armando Sanna (Pd) ha ribadito la disponibilità della minoranza a votare il
provvedimento già dalla scorsa seduta e ha sottolineato l’importanza dei contributi alla
cultura, che non sono mai stati in discussione. Anche Sanna ha posto l’accento
sull’importanza di una corretta programmazione.
Marco Frascatore (Orgoglio Liguria Bucci Presiedente) ha ribadito la necessità del
provvedimento e ha ricordato che nel 2015, quando si insediò la Giunta comunale di
centro destra, la situazione del Teatro Carlo Felice era molto più grave di quella attuale.
Carlo Bagnasco (FI Berlusconi) ha ringraziato il presidente della Giunta per la sensibilità
dimostrata verso la cultura e ha ricordato che anche l’iniziativa di musica tecno a Genova
è stata positiva. Bagnasco ha convenuto che occorre una visione più attenta di fase di
programmazione.
Davide Natale (Pd) ha ricordato che la sindaca di Genova ha chiesto chiarezza sui conti
del Teatro Carlo Felice e, dunque, l’attuale disegno di legge della Regione sarebbe poco
opportuno. Secondo il consigliere la Giunta poteva affrontare il problema in modo diverso
e non ha messo in discussione la necessità di sostenere la cultura.

E’ stato respinto un emendamento, presentato da Armando Sanna (Pd), che chiedeva di
escludere il riferimento esplicito all’edizione 2025 del Balletto di Nervi dai destinatari del
contributo integrativo di un milione di euro perché questo determinerebbe una disparità di
trattamento fra i diversi oneri e creditori della Fondazione la cui gerarchia è disciplinata dal
Codice civile e non dalla normativa regionale.