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Genova, torna la puzza alla Foce, indagini ancora aperte

puzzaGenova – Torna il gran caldo e torna la “puzza” nel quartiere della Foce e di parte di Albaro dove i residenti, come lo scorso anno, hanno ripreso a tener chiuse le finestre per i miasmi terribili che, a ondate, arrivano in casa.
Il mirino è ancora una volta puntato sul depuratore di Punta Vagno ed il Comune di Genova, raccolte le prime proteste, ha subito chiesto ad Ireti, il gestore del depuratore del Gruppo IREN di effettuare controlli mirati e puntuali ma, per il momento, tutto sembra tranquillo ed il mistero della “puzza” resta tale.
La Procura di Genova conferma che l’indagine aperta lo scorso anno – e che sino ad ora non ha portato a provvedimenti – prosegue e le ipotesi restano tutte aperte: dalle condotte fognarie sovraccariche al malfunzionamento del depuratore sino alla possibilità che il surriscaldamento delle acque dei canali del Waterfront, dove certamente non scorre acqua di sorgente possa attivare proliferazioni incontrollate di micro organismi che si nutrono di materia organica e “producono” gas ad alto contenuto zolforoso  che attribuisce quella caratteristica “puzza di fogna”.
Protestano i residenti ed ancordi più i titolari di ristoranti, bar e locali dove il problema puzza riduce l’attrattività e costringe la clientela a mangiare “al chiuso” invece di poter approfittare dell’estate e dell’aria aperta.
Nelle prossime ore Arpal effettuerà controlli mirati sulla qualità del mare e delle acqque presenti nella zona ma non è azzardato dire che le «Ormai è un problema annoso, ogni tanto si manifesta più forte, ogni tanto meno. Evidentemente non si riesce a risolverlo». Questo in sintesi il parere rassegnato degli abitanti della zona al confine tra Foce e Albaro, dove nei giorni scorsi sono tornati ad aleggiare i cattivi odori che già l’anno scorso, dall’inizio di settembre, avevano reso l’aria irrespirabile. E mentre il Comune riprende a fare pressing su Ireti (azienda del gruppo Iren che gestisce gli impianti) perché verifichi il buon funzionamento del depuratore di Punta Vagno, che resta il principale sospettato, da palazzo di giustizia arriva la conferma che l’indagine avviata l’anno scorso è ancora aperta.

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