HomeVarieTribogna, carcassa di daino vicino al paese e scoppiano le fake news

Tribogna, carcassa di daino vicino al paese e scoppiano le fake news

Tribogna (Genova) – E’ bastato il ritrovamento della carcassa di un daino, parzialmente divorata da animali selvatici per scatenare preoccupazione e vera e propria “paura” nel piccolo paese della ValFontanabuona, alimentata dalle fake news che vengono riproposte ad ogni avvistamento di questo genere.
In particolare, senza analisi e senza alcun riscontro, hanno iniziato a circolare le voci della presenza di Lupi che aggredirebbero animali selvatici – come fanno da migliaia di anni senza alcun problema – ma addirittura anche animali domestici.
La carcassa, mancante di una parte del corpo, molto probabilmente divorata da animali, è stata avvistata vicino al centro abitato diuna frazione e senza neppure il tempo di accertamenti veterinari e scientifici si è diffusa la notizia di un “attacco di lupi” che ha aumentato la psicosi, alimentata da “voci” diffuse ad arte da chi vorrebbe riaprire la caccia agli animali che stanno lentamente riconquistando quei territori dove sono stati presenti per secoli prima di essere sterminati come “animali pericolosi”.
In realtà, infatti, non ci sono evidenze che si sia trattato di un attacco di lupi e l’animale potrebbe essere stato ferito nei boschi ed essere morto per dissanguamento sul luogo del ritrovamento, e qui divorato da qualunque animale in grado di morsicare, come cani, cinghiali, volpi e persono tassi.
“Come al solito c’è chi soffia sul fuoco dell’ignoranza – spiegano gli ambientalisti – cercando di far credere agli sprovveduti che i Lupi sono quelli delle fiabe o dei film dell’orrore. La verità è che non sappiamo nulla di quanto avvenuto, che anche cani domestici sono in grado, se lasciati liberi, di attaccare e massacrare un daino e che, come è noto, abbiamo più persone morte per aggressioni di cani che di lupi ma nessuno si sognerebbe di chiedere l’apertura della caccia ai nostri compagni a quattro zampe. Quando succedono questi episodi servono accertamenti, esami e poi si può parlare. Oppure si rischia di diffondere fake news più o  meno “interessate”.