scuola aula vuota disabiliIn Liguria la scuola inclusiva per i bambini con disabilità è iniziata in ritardo anche quest’anno e all’orizzonte si profilano altri disagi.
A denunciarlo il consigliere regionale Roberto Centi (Lista Sansa), la consigliera comunale Cristina Lodi (Azione) e Marco Macrì, portavoce delle famiglie con bimbi disabili ma anche degli OSE, OSA e gli insegnanti di sostegno che quotidianamente prestano servizio nelle classi per favorire l’integrazione, l’inclusione e lo studio dei ragazzi che hanno difficoltà di varia natura, non necessariamente solo portatori di handicap.
Se per quanto riguarda gli insegnanti di sostegno il “problema” dipende dallo sportello regionale del MIUR, la responsabilità per Ose , Osa , Oepac ricade sul Comune di Genova che affida alle cooperative il compito di fornire il personale attraverso un contratto di Servizio
Nell’area metropolitana della sola città di Genova sono 400 ed ognuno di loro presta servizio per 30 ore settimanali con un compenso annuo che non supera i 20mila euro lordi.
Per disposizioni comunali ogni operatore non può seguire uno stesso bambino per più di 8 ore settimanali e per questo motivo, per raggiungere il monte ore, ognuno segue tre bambini e “mezzo” pur essendoci bambini con un massimo di 22 ore settimanali di sostegno.
Nell’ultima riunione del consiglio comunale, la consigliera Cristina Lodi ha evidenziato il problema ritardi e ha chiesto all’assessore Brusoni se è vero che il Comune non ha ancora confermato la “sperimentazione” avviata con le cooperative circa orari e continuità retributiva ed ha ricevuto in risposta la volontà del comune di sedere ad un tavolo di trattativa con le parti (cooperative e sindacati) per arrivare ad un nuovo contratto di servizio ad aprile del prossimo anno.
Lodi ha chiesto “lumi” sul periodo che intercorrerà da qui al prossimo contratto, augurandosi che si possa almeno proseguire con quanto stabilito nella “sperimentazione” ma l’assessore ha chiarito che sono stati identificati dei punti critici e degli aspetti positivi e che la volontà del Comune sarebbe quella di confermare e rafforzare gli aspetti positivi emersi per “risolvere” le criticità.
Quali effetti abbia questa posizione sui lavoratori non è ancora dato sapere.
“Gli insegnanti di sostegno , gli ose, osa , oepac sono.figure essenziali per la piena inclusione e la piena fruizione del diritto allo studio per gli studenti con disabilità – spiega Marco Macrì e quindi dovrebbero iniziare l’anno scolastico con gli altri insegnanti e con i bambini e non arrivare a quasi un mese dall’inizio delle scuole”.

“Inoltre – prosegue Macrì – il Comune, come la Regione Liguria – non può trincerarsi dietro le necessità di Bilancio poiché la Corte dei Conti, interpellata in argomento, ha chiarito che le necessità dei bambini con disabilità, come quelli di tutti i bambini sono “diritti incomprimibili costituzionalmente previsti” e quindi non possono e non devono sottostare alle esigenze di Bilancio. Vanno garantiti e basta e i tagli, se necessari, si faranno ad altre voci di spesa”.

Con il “ritardo” di un mese e con il numero di ore “contingentato”, invece, secondo Macrì ci sarebbe stato un “risparmio” più o meno consapevole.

“Le interrogazioni di ieri dei consiglieri comunali di PD e Azione – prosegue Macrì – hanno sottolineato come queste figure siano legate agli studenti e senza di essi questi minori vedano minato un loro diritto costituzionale che per il Comune pare essere come sempre un problema di bilancio in barba alle competenze di queste figure che hanno un compito delicatissimo come essere il ponte comunicativo e sociale tra i minori disabili e la classe” .
Da risolvere c’è anche il disagio dei lavoratori Ose, Osa e Oepac che pur avendo un compito delicatissimo percepiscono retribuzioni “da miseria” e che in caso di assenza di qualunque genere del bambino che assistono non percepiscono compenso e devono spostarsi su un altro minore per raggiungere il monte ore.
Un assurdità tutta italiana che molti comuni portano avanti, con modalità diverse e non omogenee, causando disagi a volte molto gravi alle famiglie e ai lavoratori .
Le famiglie sono danneggiate perché vedono cambiare queste figure di riferimento con estrema facilità e i lavoratori perché privati di una sicurezza economico lavorativa che permetterebbe loro una maggiore serenità .
“Spiace – denuncia ancora Macrì – Comune e Regione continuino in una cieca visione che mi porterà prossimamente a presentare un esposto alla Procura della Repubblica”.

Nel video l’intervento della consigliera Cristina Lodi al Comune di Genova