Genova – Ancora emergenza sciami di api nel capoluogo ligure dove, come ad ogni stagione primaverile, si ripete il fenomeno delle “sciamature”.
Dopo le numerose segnalazioni della giornata di ieri, anche oggi, a metà giornata, sono già numerose le chiamate alle associazioni degli apicoltori per chiedere l’intervento di recupero dei volontari che ogni anno prestano la loro opera in favore della collettività senza ricevere nulla in cambio.
In mattinata sono stati segnalati sciami di api in via Pisa, ad Albaro, in via Valgoi a Marassi, in via Certosa nell’omonimo quartiere della Val Polcevera e a Bogliasco.
Gli sciami, composti di migliaia di api, sono atterrate su balconi, finestre, alberi e persino sul dehor di un terrazzo.
Comprensibile l’apprensione dei testimoni dell’evento ma nella stragrande maggioranza dei casi non c’è stato nessun pericolo per le persone che hanno adottato le precauzioni suggerite dagli stessi apicoltori.
“In presenza di uno sciame di api – spiegano gli Amici delle Api, associazione che si occupa della salvaguardia degli insetti impollinatori – Non serve farsi prendere dal panico. E’ sufficiente mantenersi ad una distanza di sicurezza e non cercare di scacciare o, peggio, uccidere le api. In primis perché le api sono importantissime per la nostra stessa sopravvivenza – da loro dipende il 70% di ciò che mangiamo – e poi perchè lo sciame potrebbe essere proprietà di qualcuno e il danno dovrebbe essere risarcito”.
Apicoltori e Amici delle Api suggeriscono di lasciare che le api si riposino e magari di mettere in sicurezza la zona segnalando alle altre persone della strana presenza.
“Bisogna chiamare al più presto chi può intervenire gratuitamente per recuperarle e portale al sicuro – spiegano ancora gli Amici delle Api – si possono chiamare le associazioni degli apicoltori (AlpaMiele o Apiliguria) o contattare la nostra associazione alla pagina Facebook https://www.facebook.com/
Si può contattare il Gruppo anche via email scrivendo ad [email protected]
In questi giorni di emergenza, con una moltitudine di chiamate, si può anche contattare il numero dei vigili del fuoco che non intervengono più “direttamente” ma sono in contatto con apicoltori volontari che possono intervenire.
“Ci teniamo a chiarire – spiegano gli Amici delle Api – che questa non è una “emergenza” in senso stretto. E’ un fenomeno che, fortunatamente, si ripete ogni anno da milioni di anni. Il fatto che avvenga anche in zone abitate è persino positivo perché indica condizioni ambientali tutto sommato non drammatiche. Ovviamente uno sciame in campagna non suscita nemmeno troppa curiosità ma se la faccenda si ripete in città, ci sono più testimoni e più disagi”.
La sciamatura avviene tutti gli anni con l’arrivo della bella stagione ed è il metodo scelto dalle api per “riprodursi” e colonizzare nuovi territori.
Ogni anno nell’alveare nasce una nuova Regina e la vecchia abbandona il “regno” con una parte delle operaie per fondare una nuova colonia.
Per farlo vola letteralmente fuori dall’alveare, seguita da una nuvola di api e se si posa da qualche parte, le operaie la proteggono formando attorno a lei una “palla” di api.
In genere gli sciami si spostano “da soli” da una zona all’altra e si fermano solo quando le esploratrici trovano un posto che sembra ottimale per un nuovo nido.
“Possono essere anfratti naturali o alberi cavi – spiegano ancora gli Amici delle Api – oppure cassettoni delle tapparelle o intercapedini delle case. In questo caso la situazione si complica e sarebbe opportuno intervenire al più presto perchè è molto più difficile recuperarle e talvolta sono necessari lavori di muratura e costi anche rilevanti. Per questo è sempre bene chiamare gli apicoltori prima possibile”.
(Nella foto uno sciame di api appeso ad una moto a Piccapietra)
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