Genova – Un incauto accostamento tra la religione professata dagli iscritti ai partiti di centro destra e la presunta “propensione” ad atteggiamenti omofobi, razzisti, islamofobi e maschilisti. E’ bufera sul post – poi rimosso – pubblicato sui social da Ilaria Gibelli, consulente dell’amministrazione della sindaca Silvia Salis.
Nel messaggio postato sui suoi canali social, Gibelli scriveva: “i partiti cattolici, o quelli maggiormente sostenuti dai cattolici, sono quelli più omofobi, transfobici, razzisti, islamofobi, maschilisti” sollevando un vespaio di polemiche ma, soprattutto, una levata di scudi da parte dei rappresentanti, locali e non, dei partiti chiamati in causa, ovvero tutti quelli del centro destra.
Poco dopo l’uscita del post di Gibelli sui social è iniziata una “grandinata” di reazioni di chi si è sentito offeso ma, soprattutto, da parte di chi si domanda se post come quello siano compatibili con il delicato incarico di consulenza “per le politiche LGBTQIA+ e l’inclusione” recentemente affidatole da Silvia Salis con un incarico triennale pagato con 156mila euro dei contribuenti genovesi.
Ad aprire la lunga serie di prese di posizione è Anna Orlando, consigliere comunale di Vince Genova
“Chi offende e insulta i suoi connazionali e i suoi concittadini nell’ambito del suo ruolo di consulente pagato con soldi pubblici deve dimettersi. Ilaria Gibelli, aggiudicataria di un bando per dirigere il nuovo ufficio per i diritti LGBTQIA+ del Comune, ha pubblicato sui social una sorta di ‘schedatura’ accompagnata da un improbabile e tendenzioso sillogismo secondo cui più sei cattolico, più sei omofobo, razzista, islamofobo e maschilista. Ora, poiché l’avvocato non è pagata (circa 5.000 euro al mese) né per scherzare, né per offendere, noi crediamo che debba dimettersi. Non merita un euro dalle tasche di nessun genovese”.


























