Genova – Colpo di scena nelle operazioni di abbattimento dei 4 alberi di corso Podestà, a Carignano giudicati pericolosi dalle perizie del Comune. La Procura ha blocccato la procedura quando erano già stati tagliati e ridotti in tronconi due dei 4 magnifici pini, apparentemente sani, che le associazioni ambientaliste e di difesa del patrimonio storico e paesaggistico stavano cercando di salvare con una manifestazione.
Un esposto presentato in extremis ha fatto aprire un fascicolo di indagine e il magistrato competente ha ordinato lo stop agli abbattimenti e il sequestro della documentazione inerente le perizie sugli alberi abbattuti e sui due rimanenti.
Questa mattina il doppio colpo di scena. Le associazioni e i comitati si sono dati appuntamento in corso Podestà, a Carignano, convinti di riuscire a bloccare il taglio grazie agli impegni presi con la nuova amministrazione ma, alle 7,30 gli operai incaricati hanno iniziato a tagliare pezzo per pezzo i primi due pini vicini all’ascensore che da via XX settembre porta sulla strada che si affaccia sulla città e che da un centinaio di anni ha i pini a sua cornice. Una presenza storica e che – secondo ambientalisti e difensori del paesaggio “va protetta”. Sul fronte avverso il Comune che aveva già fatto dietro front la scorsa estate e sempre a causa delle proteste dei residenti e delle minacce di azioni legali.
L’annuncio del taglio, scoperto dai comitati e negato sino all’ultimo, ha scatenato la protesta e la discesa in campo di chi non si limita più alla manifestazione ma presenta esposti alla magistratura che impegnano ad accertare la legittimità dei provvedimenti e della documentazione presentata per autorizzarli.
Il magistrato ha disposto il blocco del taglio ed il sequestro cautelativo di tutti gli alberi e ora si procederà a nuove verifiche.
Il fascicolo aperto prevede anche ipotesi di accusa per “distruzione o deturpamento delle bellezze naturali”. Reati penali che potrebbero trasformarsi in condanne.
I due alberi “salvati” non sarebbero nella classe che ne rende automatico l’abbattimento e occorrerà valutare se la motivazione – sembra – l’adunata degli alpini e la presenza di molte persone per le strade, dovrà trovare riscontro nelle verifiche disposte del Tribunale.
Il braccio di ferro tra ambientalisti e Comune si trasferisce quindi a Palazzo di Giustizia e la vicenda potrebbe creare un precedente molto importante nella “gestione” di casi simili.
Le associazioni chiedono il rispetto degli accordi presi con la nuova amministrazione e la possibilità di essere informati degli abbattimenti, “in ragionevole anticipo” e poi che si possa sospendere ogni provvedimento non di assoluta emergenza sino ad una contro-perizia effettuata da chi si oppone all’abbattimento.
Una perizia tecnica pagata dai proponenti e che verrebbe fatta da periti tecnici autorizzati dal Tribunale e con l’utilizzo dei più moderni apparecchi di rilevazione dello stato di salute degli alberi e non solo come attaccano gli ambientalisti, perizie “a vista” con metodologie ormai antiquate e oggetto di contestazione per la soggettività dei risultati.
Alle accuse di portare avanti le stesse metodologie della passata amministrazione – avanzate dagli ambientalisti – il Comune risponde che la volontà è quella di aumentare e non diminuire il verde urbano ma nel rispetto della sicurezza.
























