Genova – E’ uscito da poche settimane Theia, il nuovo Ep di Tavo, sei tracce per un viaggio nello spazio che ha molto di onirico.

Potremmo definire Theia come un viaggio, a bordo di un’astronave, diretti nello spazio dove è Tavo a guidarci tra i sentimenti dell’animo umano.

Per farlo, l’artista gioca con le parole creando immagini sospese.

Un Ep interessante che già dal titolo suscita curiosità.

A proposito del titolo, è lo stesso Tavo a raccontarne la storia: “Theia è un titolo particolare. Deriva dalla mitologia greca, Theia era la madre di Selen, la Luna, ed era anche il nome di questo pianeta gigantesco che più di 4 miliardi di anni fa, a causa di un errore nella sua orbita, si è schiantato contro la Terra dando origine a una delle catastrofi più grandi mai viste.

Non c’era ancora la vita sulla Terra, se ci fosse stata l’avrebbe spazzata via in meno di un secondo. Da questo impatto i detriti generati sono schizzati in orbita e con il passare di migliaia di anni si sono radunati fino a creare la Luna.

Roberto Mercadini, che è un bravissimo scrittore, dice che la Luna è una Eva strappata dal fianco della Terra ha ragione: è una costola della Terra e quindi è fatta della stessa materia.

Ho preso ispirazione da questo concetto per raccontare e per esprimere altri due concetti fondamentali.

Il primo concetto è il tutt’altro che diversi come il brano Il Tempo di Ballare che ho dedicato a mia madre, quindi quella distanza che comunque non ci rende diversi.

L’altro concetto è che dai più grandi errori e dalle più grandi catastrofi possono comunque nascere delle cose buone delle belle opportunità così come stata la Luna per la Terra”.

Theia rappresenta per Tavo anche una crescita personale dal punto di vista artistico.

“Per me questo EP – spiega l’artista – e stato un lavoro molto più grande rispetto a prima album che ha titolo Funambolo.

Funambolo è un disco prettamente descrittivo e oggettivo, Il tempo di ballare no. Tutte le descrizioni che si incontrano, visi, paesaggi, tutto quello che c’è è descritto solo attraverso immagini e sentimenti.

Per me parlare di sentimenti e non è facile. I miei pezzi sono molto autobiografici. Non esiste quel confine tra persona e personaggio. C’è la paura di un giudizio negativo, non solo per il pezzo ma per il mio modo di vedere le cose.

Il viaggio nello spazio è una metafora ma è anche un’armatura. È un modo per raccontare quello che ho dentro, è un viaggio nell’interiorità attraverso i miei sentimenti.

Tra i sei pezzi che spiccano nell’Ep, c’è Annabelle: “Annabelle è un nome che ho inventato ma è associato a una donna realmente esistita che si chiamava Maddalena. Nella casa dove abito ho fatto dei lavori di ristrutturazione e nell’intercapedine del muro ho trovato una lettera e delle monete risalenti al 1850.

Credevo fosse un tesoro dal punto di vista monetario ma resto povero uguale. – scherza Tavo – In questa lettera ho trovato l’ispirazione per questa canzone: Ennio che scrive a Maddalena; all’inizio sembrano due innamorati ma si scopre che sono un po’ di più perché sono innamorati ma sono amanti. Nella lettera si legge che Maddalena è sposata ed Enrico voleva troncare la relazione. al di là della forma del testo che è scritto con un italiano antico, il contenuto era attualissimo. E’ come se i sentimenti avessero viaggiato in modo immutato nel tempo. Bisogna anche considerare che gli amanti dell’Ottocento non sono gli amanti di oggi, ci si sposava ancora in matrimoni combinati e per convenienze sociali finendo per trovare l’amore altrove. Oggi l’amante è una connotazione meno romantica più fine a se stessa”.

L’estate 2020, a causa della pandemia da Covid-19 sarà un’estate senza i grandi concerti live, un momento difficile per chi lavora nel mondo dell’arte.

“Quest’anno ho iniziato con il tour de il tempo di ballare e ho fatto solo in tempo a presentarlo con una data insieme ai Sick Tamburo ed è stato bellissimo. Era il primo anno che avevo una produzione vera e propria alle spalle questo significa che oltre a me c’erano altre 15 persone. Queste persone lavorano nel campo della musica; io posso continuare a fare le cose come interviste collaborazioni ma loro no. Penso ai tecnici audio e luci che si ritrovano a casa e penso sia incredibile che nel 2020 il musicale risulti ancora così fragile quando poi è un settore fondamentale per l’economia. La legge che ci tutela è una legge del 1941 quindi non è una boccata d’aria fresca.

Spero che ci sia una ripartenza veloce, vorrei tornare su un palco. Mi ha fatto male dover fermare il tour; vorrei che questa ripresa porti una maggiore attenzione verso il nostro settore.

Nel suo futuro musicale Tavo sogna vede tanta musica live ma anche un disco, che arriverà entro il 2020: “Vorrei avere tantissime date e fare tantissimi concerti. Mi piace girare a vedere facce conoscere persone. Questo EP è un piccolo pezzo, un piccolo frammento di quello che sarà il disco, sarà un progetto un po’ particolare che uscirà verso fine anno o comunque entro l’anno e sarà un lavoro molto ampio.

Non solo musicalmente ma anche a livello grafico. Le copertine, infatti, andranno a formare un gigantesco quadro e sarà una sorta di girone dantesco.

Conosco Lorenzo Chiesa – il grafico delle copertine dei brani di Tavo n.d.r. – da quando sono nato e, oltre a suonare il basso con me, è un grafico molto abile, è stata una fortuna per me averlo come amico e nel progetto”.

Un Ep interessante che segna uno sviluppo nella musicalità e nella scrittura di Tavo, capace di mettere a nudo nelle emozioni raccontandole con grazia e attenzione.

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