Il secolo XIX striscione intimidazione e insultiGenova – Uno striscione contenente insulti e intimidazioni ai Giornalisti de Il Secolo XIX è comparso nella notte davanti all’ingresso della Redazione, in piazza Piccapietra.
La “protesta” accusa la storica testata giornalistica di “essere nel caos” aggiungendo offese ai Giornalisti definiti “giornalai da quattro soldi” e sembra essere firmata da una fazione della tifoseria blucerchiata evidentemente in dissenso con gli articoli pubblicati dal giornale e che non sono stati contestati dalla Società sportiva.
Un grave episodio di tentativo di intimidazione e minaccia che preoccupa i lavoratori della Testata e che indigna chi crede nella libertà di Stampa.
Sulla vicenda indagano le forze dell’ordine e c’è la reazione dell’Associazione Ligure dei Giornalisti, dell’Ordine dei Giornalisti e del Gruppo Cronisti Liguri.
Quella andata in scena sotto la sede de Il Secolo XIX, infatti, non può essere considerata una protesta, lecita in un paese civile, ma piuttosto una forma di intimidazione.
“Proteste” cui spesso si aggiungono minacce ed insulti che non hanno nulla a che vedere con il tifo sportivo e più con certi comportamenti malavitosi spesso purtroppo tollerati – se non spalleggiati – anche dalla parte sana della tifoseria. Come nel caso degli imbrattamenti di muri, scalinate e piazze ad opera di teppisti mascherati da tifosi e che, invece di essere condannati come tali, vengono tollerati come forme di “sportività”.

Questa la nota diffusa da Associazione Ligure dei Giornalisti:

Associazione Ligure dei Giornalisti e Ussi Liguria esprimono piena solidarietà ai colleghi de Il Secolo XIX che sono stati oggetto di un attacco da parte di sedicenti tifosi della Sampdoria che ieri notte hanno appeso uno striscione fuori dalla sede del giornale, in piazza Piccapietra a Genova, attaccando i giornalisti “colpevoli” a loro dire di avere fatto un’informazione corretta e precisa.
Non saranno certo episodi di questo tipo a fermare i colleghi del Decimonono che con puntualità e professionalità continueranno a svolgere il proprio lavoro come sempre hanno fatto, senza farsi intimidire da azioni del genere che sono opera di soggetti che non rappresentano il mondo del tifo blucerchiato.