carcere cella sbarreGenova – Ancora una aggressione ai danni di un agente della polizia penitenziaria all’interno del carcee di Marassi.
A denunciarlo il segretario regionale del SAPPe della Liguria Michele Lorenzo che segnala come non sia passato molto tempo da quando un detenuto del Ghana aveva aggredito due agenti ed oggi giunge notizia di un detenuto italiano, in carcere per reati come omicidio, legami in attività mafiose, ricettazione, che ha aggredito un sovrintendente con una bottigliata in pieno volto.
Un soggetto che – secondo la denuncia del sindacato degli agenti di polizia penitenziaria, “da mesi crea disagi all’attività della Polizia Penitenziaria distruggendo le celle o qualsiasi altro luogo venga a contatto. Un detenuto definibile di difficile gestione che non può e non deve essere ristretto in un istituto come Marassi già di per se congestionato da innumerevoli detenuti che provocano quotidiani eventi critici; basti pensare che solo nella giornata di ieri due detenuti hanno dato fuoco alle loro rispettive celle mentre l’altro giorno altri detenuti, distruggevano celle e salette di attesa”.

“Ma non finisce qui questo inizio settimana a Marassi, – continua il SAPPe ligure – dopo un accurato controllo all’interno di un reparto detentivo, la Polizia Penitenziaria rinviene due telefoni nascosti un una cella”.

Quindi – secondo il Sappe ce ne sarebbe abbastanza per decretare lo stato di attenzione massima, ma questo non è possibile perché non c’è personale a sufficienza – denuncia Lorenzo – ma è anche inspiegabile il perché al detenuto che ha aggredito il sovrintendente non gli è stata applicata alcuna misura disciplinare, anzi gli è stato anche concesso di recarsi al campetto per la partitella. Nel mentre il collega veniva inviato al pronto soccorso per accertamenti augurandogli una pronta guarigione.

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