Green passGenova – Il green pass diventa obbligatorio per i dipendenti pubblici ma in Comune e in Regione è ancora forte il dibattito sulla necessità di chiedere o meno il certificato vaccinale per i consiglieri che partecipano alle assemblee dove gli eletti si confrontano e decidono leggi e delibere.
Il Parlamento italiano – in aperto scontro con le interpretazioni dei costituzionalisti – ha deciso che deputati e senatori eletti non dovranno mostrare obbligatoriamente il green pass mente nel Comune di Genova e in Regione Liguria il dibattito è ancora aperto e pare destinato ad infiammarsi nei prossimi giorni.
Regole uguali per tutti, anche per consiglieri comunali le invoca Federico Bertorello, presidente del consiglio comunale di Genova, eletto nelle lite della Lega di Matteo Salvini.

“Se il Green pass diventerà obbligatorio per i dipendenti pubblici dovrà esserlo anche per i consiglieri comunali per l’accesso in Sala Rossa – ha dichiarato Bertorello – Non può esserci disparità di trattamento. Le regole devono valere per tutti senza distinzione, come valgono per i cittadini lo stesso sarà per i loro rappresentanti”.

Sull’obbligo del green pass in consiglio regionale interviene Fabio Tosi, capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, sulla stessa linea del presidente del consiglio comunale Bertorello nonostante le differenze “politiche”.

“Il Green pass sarà obbligatorio in tutti gli uffici pubblici e privati dal 15 ottobre – spiega Tosi – questo dice il decreto varato dal Governo Draghi. A ben vedere, è lo stesso Green pass che, all’indomani della decisione di Macron, era stato accolto dal presidente della Liguria come l’idea vincente per la ripartenza del Paese. Un “passaporto” che Toti estenderebbe (sono parole sue) “a tutto il mondo”. La domanda a questo punto sorge spontanea: dopo aver aspramente criticato i no-vax e i no-pass, vuoi vedere che in Consiglio regionale varrà invece il proverbiale criterio dei due pesi e delle sue misure? Leggendo le dichiarazioni di oggi, non vorremmo che fossero finalizzate a ricucire gli strappi all’interno del centrodestra regionale e nazionale anziché perseguire l’interesse comune e il rispetto delle regole, di cui la politica deve farsi carico ed essere esempio”.

“L’Aula del Consiglio regionale è a tutti gli effetti il luogo pubblico per eccellenza – aggiungono al Movimento 5 Stelle –  Non possiamo utilizzare sotterfugi da privilegiati, proprio mentre i cittadini per accedere ai luoghi di lavoro devono mostrare il Green pass o sottoporsi al tampone a proprie spese”.