Nada Cella

Chiavari – Proseguono le nuove indagini sull’omicidio, 25 anni fa, di Nada Cella, la ragazza di 24 anni massacrata nello studio del commercialista presso cui lavorava.
Dopo le sorprendenti rivelazioni dei giorni scorsi e in attesa dei risultati sulle indagini genetiche sui reperti non analizzati all’epoca delle prime indagini, emerge il presunto alibi della nuova indagata per il delitto.
La donna, già indagata nel 1996 e poi del tutto scagionata, avrebbe dichiarato agli inquirenti che nella giornata in cui avvenne l’omicidio di Nada Cella, non si trovava neppure a Chiavari ma era impegnata nelle pulizie di un ufficio a Sestri Levante come faceva in diversi appuntamenti settimanali ricorrenti e sempre uguali.

Un alibi che ora va verificato, a 25 anni di distanza e con poche possibilità di trovare riscontri ma che ovviamente, se accertato, riporterebbe “in salita” le indagini.
Alla verifica anche le dichiarazioni rese 25 anni fa quando la donna fu la prima ad entrare nelle indagini come possibile sospettata.
Nel frattempo proseguono gli appelli della famiglia di Nada Cella ai super testimoni che, all’epoca dei fatti, potrebbero aver visto qualcosa che oggi potrebbe rivelarsi decisivo per scoprire l’assassino della povera Nada.

Si cerca ancora la voce misteriosa che chiamò un avvocato con il cognome della vittima ma che non ha alcun legame familiare con Nada e che chiamò la madre del commercialista Marco Soracco per dire che aveva visto l’attuale indagata “sporca” sotto l’ufficio di via Marsala, mentre nascondeva qualcosa sotto il sellino dello scooter ora sequestrato e sottoposto ad accertamenti genetici per trovare eventuali tracce di sangue di Nada Cella.

Indagini anche sui religiosi che sembrano entrare nelle indagini sia come potenziali super testimoni – anche la donna della chiamata misteriosa potrebbe essere una suora o una persona legata agli ambienti della Chiesa – sia per possibili “pressioni” esercitate su chi eseguiva le indagini 25 anni per evitare imbarazzi per una giovane donna che era cresciuta e viveva molto vicino agli ambienti religiosi di Chiavari.

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