Carabinieri anzianaSavona – Raffica di truffe ad anziani, nel savonese, con la tecnica del falso incidente e del parente che rischia di essere arrestato. I carabinieri hanno individuato e sventato diverse truffe arrestando una persone e denunciandone altre 6.
Lo scorso martedì mattina un malvivente è riuscito a farsi consegnare da una vittima – un 82enne di Finale Ligure – una busta piena di gioielli, oro e soldi in contanti. A finire nei guai in questo caso è stato un 21enne, rintracciato e arrestato dai carabinieri di Finale subito dopo il fatto.
L’episodio risale al pomeriggio di martedì scorso, quando, secondo quello che ormai è divenuto uno dei copioni purtroppo frequenti, un uomo ha contattato al telefono l’anziano fingendosi un carabiniere e chiedendo soldi per evitare che il figlio, che sarebbe stato colpevole di aver investito con la propria auto una donna procurandogli gravi lesioni, finisse nei guai. Poco dopo la telefonata a casa dell’82enne si è presentato il fantomatico carabiniere, ovviamente in borghese, a cui l’uomo ha consegnato la pretesa “cauzione”, un sacchetto pieno di gioielli, oro e contanti.
Fortunatamente subito dopo aver consegnato la busta, l’anziano è sceso in strada dove ha incontrato una pattuglia della locale stazione carabinieri, ed ha raccontato l’accaduto, specificando ai militari di aver appena consegnato denaro e preziosi a un uomo che si era qualificato come un carabiniere e che si era allontanato a bordo di un taxi.
I militari, raccolte le informazioni dopo aver diramato le ricerche a tutte le pattuglie sul territorio, hanno iniziato a cercare il taxi, rintracciandolo dopo pochi minuti all’altezza dello svincolo per il comune di Calice Ligure.
I militari hanno così arrestato il presunto truffatore. La persona fermata è stata trovata in possesso di tutta la refurtiva appena sottratta all’anziano ed è stato trasferito al carcere di Marassi, a Genova.
Le indagini dei carabinieri proseguono per fare luce anche su un analogo episodio di tentata truffa avvenuta nella stessa mattinata sempre a Finale Ligure.
In questo caso il reato non si è consumato grazie all’intervento dei carabinieri che sono accorsi sul posto, tempestivamente allertati dalle due vittime.
La settimana scorsa, invece, i carabinieri di Alassio, a conclusione di una articolata attività d’indagine, hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Savona un 31enne che lo scorso mese di febbraio, utilizzando la tecnica del falso incidente stradale ad un familiare, è riuscito a sottrarre la somma di 4.000 euro in contanti ad una 87enne di Garlenda.
Anche in questa circostanza una complice “telefonista” ha fatto credere alla malcapitata vittima che la nipote aveva causato un grave incidente stradale e che solo il pagamento di una somma di denaro prontamente reperibile come cauzione ne avrebbe evitato l’arresto. Poco dopo aver terminato la telefonata, bussava alla porta della vittima il complice 31enne che, presentandosi come il carabiniere incaricato di prelevare la cauzione, si faceva consegnare i 4.000 euro in contanti, beni che la donna teneva in casa per le emergenze.

Nei primi giorni di giugno, invece, i carabinieri di Loano hanno denunciato un 23enne ed una 24enne indagati con l’accusa di aver truffato un 81enne di Boissano.
La vicenda risale al mese di settembre del 2023, quando l’ignara vittima aveva ricevuto un messaggio telefonico da quello che sosteneva essere il figlio, che la informava di aver rotto il proprio cellulare e che la contattava con il telefonino di un conoscente per chiedergli l’invio di una somma di denaro affinché potesse acquistare un nuovo smartphone.
Da quel momento l’anziano, confuso per l’agitazione, riceveva tutta una serie di messaggi con i quali i malviventi gli indicavano di recarsi presso la più vicina tabaccheria ed effettuare una ricarica su una carta prepagata, sulla quale, seguendo pedissequamente le indicazioni ricevute, accreditava l’importo di 992 euro. Ricevuta tale somma i truffatori, non paghi, inviavano altri messaggi con i quali richiedevano una nuova elargizione di ulteriori 990 euro, operazione che non andava a buon fine esclusivamente perché la vittima aveva raggiunto il plafond della propria carta.
A questo punto i truffatori sono fuggiti rendendosi irreperibili. Ricevuta la notizia, i carabinieri di Loano hanno intrapreso un’articolata attività d’indagine risalendo all’intestataria dell’utenza telefonica e della carta prepagata, che però è risultata essere un’ignara donna umbra, anch’essa truffata da un falso impiegato INPS che ne aveva carpito le generalità ed i documenti, intestandole fittiziamente i beni utilizzati per frodare l’81enne savonese.
Le successive indagini hanno comunque permesso di risalire agli odierni indagati ed a denunciarli.
Analogo epilogo per un 38enne ed una 21enne denunciati ad inizio mese dai carabinieri di Millesimo poiché indiziati di aver truffato, lo scorso mese di marzo, una 71enne del luogo. In questo caso i malfattori sono riusciti a carpire una buona conoscenza della situazione familiare della vittima. La truffatrice, infatti, ha eseguito un primo contatto telefonico mediante un’utenza con intestazione fittizia, presentandosi con il nome della figlia e precisando altresì di trovarsi a Milano, luogo ove effettivamente vive la congiunta.
Durante il breve colloquio le comunicava che stava usando un telefono prestatole in quanto aveva appena subito il furto della borsa con all’interno sia il telefono che il portafoglio con soldi, documenti e carte bancarie.
Dopo questa prima telefonata si susseguivano diversi messaggi con i quali è stata esortata a recarsi in un esercizio commerciale abilitato ad accreditarle il denaro utile per ricomprare il tutto. L’anziana, preoccupata per quanto accaduto alla figlia, si recava subito presso una tabaccheria ed inviava la somma di 1.800 euro sulla carta prepagata indicatale. Ottenuto il denaro, come normalmente accade, i truffatori si sono resi immediatamente irreperibili. Anche in questo caso i carabinieri, informati dell’accaduto, hanno immediatamente avviato articolati accertamenti che hanno consentito di individuare e denunciare gli indagati alla Procura della Repubblica di Savona.
Il 25 maggio scorso, invece, una 66enne cairese, incrociando un altro veicolo, ha sentito un forte rumore che l’ha indotta a fermare la marcia e accostare. Il tempo di controllare se fosse tutto a posto e l’altro automobilista l’ha raggiunta e accusata di avergli danneggiato lo specchietto durante la marcia. Copione vecchio, ma spesso ancora efficace: per evitare noie assicurative, ha consigliato il giovane, sarebbe bastato pagarlo in contanti e andare ognuno per la propria strada. Tra l’altro si sarebbe anche accontentato di poco, appena settanta euro. La cairese però, poco convinta da quel segno sullo specchietto, ha deciso di chiamare il suo assicuratore per sentire cosa ne pensasse e, a quel punto, il ragazzo si è immediatamente allontanato.
Un tentativo di truffa classico non andato in porto ma, giustamente, denunciato comunque dalla donna, scelta che ha permesso ai Carabinieri della Stazione di Cairo Montenotte di individuare l’autore del tentativo con una rapida indagine svolta attraverso l’esame delle telecamere cittadine sul presunto percorso dell’uomo. Il 25enne, già denunciato per altri reati contro il patrimonio, è stato quindi denunciato per la tentata truffa.
Un caso non così grave, ma utile a mettere in guardia da questi inganni che, nonostante passino gli anni, paiono non passare mai di moda.
Resta da comprendere come facciano i truffatori a “scegliere” le vittime trovandosi in regioni diverse e lontane, a sapere i nomi dei figli e addirittura se vivono lontano e fuori regione. In molti sospettano la presenza di complici sul territorio o che le organizzazioni malavitose abbiano accesso a informazioni personali magari contenute in archivi di call center o di enti statali.

Come agiscono i truffatori
Una delle scuse più ricorrenti utilizzate dai truffatori è proprio quella del “falso guasto o del furto dello smartphone”: il truffatore, fingendosi un congiunto della vittima, contatta
il malcapitato con un’utenza fittizia e richiede l’accredito di una o più somme di denaro. Il raggiro viene posto in essere da soggetti senza scrupoli, che sanno instillare agitazione nella vittima mandandola in confusione e facendo sì che vengano seguite le loro istruzioni senza indugio.
Altri esempi di truffa effettuata con modalità del porta a porta:
– falsi avvocati chiamano telefonicamente le vittime, annunciando che un loro parente ha appena provocato un grave incidente stradale e che rischia l’arresto e conseguenze giudiziarie, ma il tutto può essere ovviato pagando una cauzione con una somma di denaro o con dei preziosi. Poco dopo un complice, che spesso si presenta come un carabiniere, si reca presso l’abitazione del malcapitato e si impossessa deli beni preparati nel frattempo, dileguandosi immediatamente.
– Falsi dipendenti comunali che fingono di essere incaricati di sanificare le abitazioni dei residenti o effettuare delle verifiche agli impianti e, con queste scuse, riescono ad introdursi nelle case delle ignare vittime, impossessandosi degli oggetti di valore.
– Falsi appartenenti alle Forze dell’Ordine che affermano di dover effettuare controlli sull’autenticità dei preziosi e/o delle banconote possedute dai cittadini e, una volta venuti in possesso di gioielli e denaro, fuggono immediatamente o che, fingendo che un congiunto rischi un’imminente arresto, si fanno consegnare denaro e preziosi detenuti in casa, asserendo che servirà da cauzione.
Ecco cosa fare per evitare le truffe:
– non fate accedere nelle vostre abitazioni persone sconosciute
– udito il campanello è sempre bene rispondere al citofono e non aprire direttamente la porta
– verificare l’identità della persona che si ha di fronte, se possibile dallo spioncino della porta o con la porta socchiusa e con la catenella inserita
– le verifiche su contatori da parte degli operatori delle ditte di fornitura dei servizi, come gas, acqua ed energia elettrica, vengono sempre preannunciate con l’affissione di avvisi
– le aziende erogatrici di servizi come gas, acqua ed energia elettrica, non inviano nessun addetto a riscuotere le bollette casa per casa
– le Forze dell’Ordine non telefonano e non si recano mai nelle abitazioni per richiedere il pagamento di somme di denaro
– per quanto virtuosa possa essere, nessuna amministrazione comunale invia personale presso le abitazioni per effettuare sanificazioni o, nel caso dovesse provvedervi per motivi straordinari, l’evento verrà ampiamente preannunciato
– se un proprio caro malauguratamente dovesse avere un qualsivoglia problema di tipo giudiziario, non verrà mai richiesta la corresponsione di denaro o altri beni per evitare eventuali arresti o processi