Genova – Torna ad infiammarsi la discussione sulle piste ciclabili in città dopo la lettera che la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta (FIAB) ha scritto al Comune chiedendo di incentivare le sanzioni alle auto in sosta vietata.
Una “richiesta” che segue l’invito, lanciato da un gruppo social ai suoi iscritti, di inviare email e segnalazioni corredate da foto, agli uffici della polizia locale, pubblicando numeri di telefono e indirizzi degli uffici competenti.
A rispondere, a stretto giro di posta il gruppo “No alle piste ciclabili d’intralcio alla viabilità locale” che ricorda come anche gli appassionati della bicicletta non rispettino le regole del Codice della Strada ma godendo del “provilegio” di circolare senza targa e possibilità di identificazione e sanzione da parte della polizia locale.
Una disparità che rischia di incentivare l’uso della bici da parte dei “furbetti della smartmobility” più interessati all’assenza di regole e alla possibilità di fare ciò che meglio credono più che ad una reale sensibilità ambientalista.

Si legge nella lettera inviata al Comune di Genova:

“Leggendo la vostre dichiarazioni richiedenti al Comune di Genova maggior rigore nei confronti delle auto in doppia fila, vi ricordate quando qualcuno più importante di noi disse: “chi è senza peccato, scagli la prima pietra (Multa??)”?
Troviamo questa frase appropriata per parlare di quanto avete richiesto. Perché se i vostri sostenitori e discepoli fossero utenti delle strade corretti e senza macchia, quanto denunciate sarebbe condivisibile, essendo la sosta selvaggia in doppia fila, un problema ricorrente per tutti gli utilizzatori delle strade.
Ma poiché, i vostri rappresentati, forti del non essere identificabili a mezzo targa sono i primi a macchiarsi di una marea di infrazioni, ecco che suona parecchio stonata e di cattivo gusto una richiesta del genere.
Fossimo in voi guarderemmo prima in casa vostra: partendo col ricordare ai vostri amici pedalatori che il semaforo rosso esiste anche per loro, che alternare per comodità strada, attraversamenti e marciapiede è vietato; che anche le loro manovre scorrette possono portare a dei pericoli e degli incidenti.
Vi inviteremmo poi a schierarvi contro l’assurda legge che consente ai mezzi dolci di percorrere le vie contromano: proprio perché parlate di sicurezza, dovreste immaginare il pericolo che questa norma folle genera; così come, ci piacerebbe vi schieraste contro chi ha consentito ai monopattini di circolare per le strade: sono mezzi con ruote così piccole da renderli pericolosissimi in primis per i loro conducenti.
Infine, evitate di puntare il dito accusatorio e giudicante verso i conducenti di mezzi a motore e tradizionali. Non è il tipo di mezzo a generare comportamenti irregolari e da sanzionare, ma è il buon senso e l’educazione delle persone a fare la differenza nella conduzione di qualunque mezzo.
E personalmente, noi auspichiamo un’attenta ed uguale repressione di tutti i comportamenti sbagliati, a partire da chi getta la cicca per terra, fino alle soste in doppia fila, ma passando per le biciclette che non rispettano il semaforo rosso, senza alcuna presunzione di erigerci per ideologia a migliori degli altri.

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