Giustizia

Genova – Costretta a bere ancora dopo una serata in discoteca e violentata a turno da un gruppo di amici. E’ terribile il racconto della ragazza di 19 anni che accusa di violenza sessuale un gruppo di giovani della Genova bene, tra i quali il figlio di Beppe Grillo, Ciro.
La ricostruzione di quanto sarebbe avvenuto nella notte tra il 16 e il 17 luglio 2019 in una villetta di Cala di Volpe è stata pubblicata dal quotidiano La Stampa a firma del giornalista Gianluigi Nuzzi.
La giovane incontra i suoi presunti aguzzini nella discoteca Billionaire dove si reca con un gruppo di amiche per trascorrere la nottata ballando e festeggiando la fine della scuola e la Maturità.
Tra la pista da ballo e i tavoli prenotati, la ragazza conosce Ciro Grillo e i suoi amici e quando gli altri componenti del gruppo decidono di andare a casa, lei e l’amica restano con i genovesi.
Quando decidono di rincasare, in un B&B di Barrabisa, a Palau, non trovano un taxi e così accettano un passaggio in auto sino alla villa dove poi si consumerà la presunta violenza di gruppo.
Secondo la testimonianza della ragazza, infatti, i giovani invitano lei e l’amica a restare a casa loro per la notte, con la promessa di accompagnarle a casa il mattino successivo.
Una decisione che porterà ad un disastro.
I giovani, una volta nella villa mangiano una spaghettata e bevono ancora e poi, in preda all’alcol, inizia una sequenza di approcci sempre più sfacciati sino a quella che, secondo quanto denunciato dalla giovane, diviene un vero e proprio assalto che si conclude con violenze ripetute, a turno, da parte dei giovani.

La presunta vittima è solo la giovane perché l’amica dorme su un divano ormai sopraffatta da stanchezza e forse qualche sorso di troppo. Tanto da non accorgersi di nulla sino al mattino successivo quando l’amica le rivela di essere stata violentata e le chiede di andare in farmacia ad acquistare la pillola del giorno dopo perché consapevole che i ragazzi che le avrebbero usato violenza non si erano “protetti”.

Solo più tardi, dopo una lezione di kite surf (citata nel video virale di Beppe Grillo) nella quale l’istruttore la vede “agitata”, la presunta vittima rivela all’amica di aver subito le violenze ripetute su un letto, in una doccia e nuovamente su un letto e che, a violentarla, sarebbero stati tutti i ragazzi.
Particolari ora al vaglio degli inquirenti che hanno esaminato video della discoteca, il tristemente famoso video nel quale sarebbe ripresa gran parte della violenza di gruppo con “attori” e persone che guardano e scherzano, ma anche intercettazioni nelle quali i ragazzi ammetterebbero il timore di essere denunciati.
Molte anche le testimonianze che potrebbero contribuire a chiarire, soprattutto sul piano legale e processuale, se la ragazza sia stata una vittima come ha denunciato o “consenziente” per quanto lo possa concedere l’alcol.

Una differenza che potrebbe essere nodale per l’eventuale riconoscimento di colpevolezza e per la valutazione della pena.