HomeLa SpeziaCronacaRagazzo ucciso a coltellate a La Spezia, protesta davanti alla scuola

Ragazzo ucciso a coltellate a La Spezia, protesta davanti alla scuola

Youssef AbanoubLa Spezia – Presidio di protesta, questa mattina,, davanti all’istituto Domenico Chiodo di via XX settembre per gli studenti delle scuole medie superiori spezzine. Un gruppo di studenti di diverse scuole cittadine si è fermato davanti all’ingresso della scuola per chiedere giustizia per la morte di Youssef Abanoub, detto “Aba”, accoltellato a morte, in classe, da un compagno di scuola di 18 anni.
Gli studenti hanno lasciato fiori e palloncini colorati e decine di messaggi ed hanno tracciato con la vernice rossa la parola “giustizia” davanti all’ingresso dell’istituto.
I ragazzi chiedono verità e giustizia anche nei confronti dei vertici della scuola che, secondo le dichiarazioni, sarebbe stata al corrente del carattere violento dell’aggressore e sarebbe stata informata, quantomeno per quanto concerne i docenti, che il ragazzo era già venuto armato di un coltello a scuola.
Gli studenti si domandano, come la famiglia di Aba, perchè non sia stato fatto nulla per impedire la tragedia e perché non siano stati presi provvedimenti prima che il 18enne uccidesse il “rivale” con due fendenti all’addome.
La lite, sempre secondo quanto dichiarano gli studenti, sarebbe iniziata già alcuni giorni prima della tragedia, degenerando di giorno in giorno sino al tragico epilogo.
Contestate anche le parole del sindaco Peracchini, che alla trasmissione televisiva Otto e Mezzo, su La 7, aveva dichiarato che l’uso del coltello è “di alcune etnie”, puntando quindi il dito contro le migliaia di immigrati che invece vivono pacificamente a La Spezia e contribuiscono con il loro lavoro, alla crescita della città e dell’Italia tutta.
Il primo cittadino si era poi scusato, chiarendo di non aver inteso parlare di “etnia” nel senso dell’origine delle persone ma piuttosto per l’appartenenza trasversale (e quindi anche di italiani) ad una sottocultura chiamata “dei Maranza”, che esalta la violenza.
Polemiche e contestazioni anche per la decisione, prima negata e poi invece confermata, di dichiarare il lutto cittadino per la tragedia della scuola.
Anche in questo caso il sindaco Pierluigi Peracchini è stato costretto ad un “dietro front” dopo aver dichiarato che non ci sarebbe stato “lutto cittadino” ne ha annunciato la dichiarazione nel giorno funerale di Youssef “Aba” Abanoub che potrebbe tenersi appena il medico legale avrà eseguito l’autopsia sul corpo del ragazzo come ordinato dal magistrato che segue il caso.
Intanto la fidanzata del ragazzo che ha ucciso lo studente interviene sui social ed invita a “non fare gossip” riferendosi all’ipotesi investigativa secondo cui tra i due ragazzi vi fosse una contesa per motivi sentimentali. La giovane, sconvolta per quanto accaduto, ha inviato sui social chiunque avesse informazioni su quanto avvenuto, a farsi avanti e a raccontare la verità.

 

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