Genova – Sarà un solo team di medici legali ad eseguire tutte le autopsie dei giovani italiani morti nella terribile strage del rogo del locale di Crans-Montana, in Svizzera. Lo ha deciso la Procura di Roma per “uniformare” le perizie medico legali e dare maggir forza all’azione legale avviata dallo Stato, su richiesta delle famiglie, per affiancare le indagini sul terribile incendio che ha ucciso 40 persone e ferito altre 100.
Anche il corpo di Emanuele Galeppini, il ragazzo genovese di 17 anni morto nella tragedia, verrà dunque esaminato dai periti indicati dalla Procura di Roma che accerteranno le cause del decesso ed eventuali elementi utili alle indagini svizzere.
Gli stessi familiari di Emanuele Galeppini si erano rivolti alla magistratura italiana per chiedere verità e Giustizia per il figlio morto in circostanze rese oscure anche nelle fasi successive a quanto avvenuto nel locale Le Constellation.
Inizialmente, infatti, il nome di Emanuele Galeppini era nell’elenco dei dispersi e la famiglia aveva sperato che si trovasse ricoverato in uno degli ospedali della zona ma ancora in vita e “senza nome” per qualche motivo che rendesse impossibile l’identificazione ma poi il corpo senza vita è stato consegnato alla famiglia e non presentava segni di ferite o bruciature e aveva ancora i documenti e il cellulare nelle tasche e la famiglia non capisce come mai non sia stato subito identificato come era facilmente possibile fare.
In totale sono cinque i ragazzi italiani morti nel rogo di Crans-Montana e altri sono in condizioni gravissime in ospedale ma le autorità italiane non possono processare gli indagati ma possono aprire – come fatto – una indagine che può raccogliere elementi utili alle inchieste condotte dai magistrati elvetici.
L’autopsia è uno degli esami più importanti in queste situazioni e stupisce il fatto che le autorità svizzere non li abbiano ordinati anche perchè il ritardo nella esecuzione dei delicati esami potrebbe far perdere o rendere meno “chiare” eventuali prove.


















