Genova – Lunghe code e rallentamenti per il traffico e proteste dei residenti per rumore e caos. Sono gli effetti registrati in questi giorni dopo l’apertura del supermercato Basko di via Carrara, che, come temevano i residenti della zona, causa una interferenza sui flussi di traffico per via delle auto che raggiungono la struttura.
Timori più volte espressi quando l’opera era ancora sulla carta e si muovevano i primi passi, ma che non sono stati ascoltati e neppure presi in considerazione.
Sul caso interviene anche Serena Finocchio, consigliere comunale del Partito Democratico.
“Si tratta – spiega la consigliera – di un progetto approvato tra il 2020 e il 2021 dalla giunta Bucci e dal Consiglio comunale, attraverso una variante al Piano Urbanistico Comunale, che ha profondamente modificato la destinazione di un’area di notevole interesse pubblico”
“Fin dall’inizio – prosegue Serena Finocchio – come allora consigliera municipale, ho espresso posizione contraria a un intervento che ha privilegiato l’insediamento della grande distribuzione organizzata in uno snodo viabilistico già critico, nonostante le forti perplessità espresse dai cittadini e le osservazioni avanzate dallo stesso Municipio Levante. Nel parere favorevole espresso dal Municipio erano infatti richiesti interventi precisi su viabilità, marciapiedi, parcheggi e sicurezza, oltre alla tutela degli spazi sportivi esistenti. Indicazioni che, a distanza di anni, non risultano pienamente attuate, mentre l’impatto sul traffico è già evidente, come ho potuto constatare personalmente nella giornata di ieri”.
Questo intervento rappresenta un esempio chiaro di una mancanza di visione urbanistica complessiva, che continua a puntare sulla competizione tra supermercati anziché sulla tutela del commercio di vicinato, degli spazi pubblici e della qualità della vita nei quartieri.
Serve una politica urbana diversa, capace di ridurre le disuguaglianze e di mettere al centro i bisogni reali delle persone, non operazioni calate dall’alto e presentate come migliorative solo a posteriori.


















