Genova – “Un encomio solenne ai Reparti di Chirurgia Generale – Stomaterapia – Centro Terapia del Dolore dell’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena”. La scrive di proprio pugno Adriano Casissa, 58 anni, consulente e formatore Informatico piuttosto conosciuto in città dove opera nel settore sin dai primordi della “alfabetizzazione informatica”.
“Da 14 anni – scrive Casissa – convivo con una Colostomia definitiva a causa dell’asportazione del colon, scaturita da una perforazione intestinale fulminante con diffusa setticemia, che mi ha portato ad un passo dalla morte e conseguente cronicità di dolore devastante, gestita attraverso l’assunzione di dosaggi massicci di farmaci per i quali, per via dell’uso prolungato, è sorta una inevitabile assuefazione e dipendenza psicofisica.
Dopo decine di interventi altamente demolitivi ed importanti tentativi di svariata natura, presso i principali nosocomi cittadini, ho finalmente trovato nel Team di Chirurgia d’Urgenza dell’Ospedale Villa Scassi di Genova, la soluzione definitiva. Durante i trenta giorni di degenza, attraverso la somministrazione di antibiotici, infiltrazioni di anestetici locali ed altri delicatissimi interventi, tutte le complicazioni riscontrate al mio ingresso in Pronto Soccorso, sono state affrontate con la massima attenzione, all’interno di un processo multidisciplinare, che ha coinvolto differenti specialità. Desidero per questo esprimere la mia più profonda gratitudine al primario, il professor Romairone e ai medici che mi hanno seguito con eccellenza: i dottori Grondona, Valente, Floris, Carabetta e Meola”.
“Un ringraziamento speciale – scrive ancora Casissa -va all’infermiera stomaterapista Vanessa Neri, per il contributo fondamentale alla guarigione della mucosa e cute parastomale, massacrate a causa di sofferenze insorte al termine del precedente ciclo di importanti manovre concluse con la rimozione dell’ultimo tratto di colon, e alla dottoressa Dimilta, responsabile del centro terapia del dolore, per aver saputo rimodulare la mia terapia analgesica”.
“Estendo – prosegue la lettera di encomio di Casissa – il ringraziamento a tutto il corpo infermieristico, agli OSS e ai tecnici di laboratorio, che con infinita pazienza, amorevole supporto e costante presenza, hanno sostenuto e supportato tutte le mie esigenze fisiche e morali. Al termine di questo mese indimenticabile, torno a casa con la luce in fondo al tunnel, consapevole che la dedizione di questo reparto e dell’Ospedale tutto, siano l’esempio più alto di ciò che la Sanità Pubblica può rappresentare. Nonostante una struttura spesso obsoleta e operatori costretti a turni massacranti o ad acquistare materiali di tasca propria, ho trovato un’umanità e una competenza fuori dal comune, tutto questo nonostante i tagli alla sanità pubblica che azzoppano i Pronto Soccorso, grazie ai medici che restano “al fronte” per salvare vite, garantendo dignità e cura ai pazienti più complessi. Una smentita vivente ai pregiudizi sulla Sanità Ligure”.























