Genova – La bella stagione sta iniziando e i primi esemplari di Vespa velutina iniziano a volare per cercare cibo e per trovare un luogo dove fondare i nuovi nidi che serviranno da base per razziare alveari e insetti impollinatori vitali per l’agricoltura e la biodiversità in genere.
E’ purtroppo ricominciato il ciclo vitale della terribile vespa velutina, meglio conosciuta come calabrone asiatico o killer delle api.
Alcuni esemplari di velutina sono stati catturati da apicoltori che coscienziosamente, senza alcun aiuto o coordinamento, stanno posizionando bottiglie trappola nei giardini e sui terrazzi.
“Le prime velutina sono state catturate in città – spiegano all’associazione Amici delle Api – e in particolare nella zona di Quarto Alta. E’ la terribile conferma che la presenza di un nido enorme in via Romana di Castagna e in viale Teano, che non sono stati distrutti in tempo dal servizio regionale, hanno rilasciato Regine feconde che ora fonderanno altri nidi e la situazione diventerà sempre più drammatica, sia per gli apicoltori che per le persone”.
La Vespa velutina, come le nostre vespe e calabroni, ha un ciclo annuale, ovvero il nido nasce, cresce e si “spegne”. A fine stagione, con l’arrivo dell’inverno, dai nidi – lo scorso anno erano 10 solo a Genova – escono le Regine feconde, in quantità impressionante. Si riparano dal freddo, vanno in letardo (diapausa) e riemergono ai primi caldi.
“Per questo motivo è fondamentale trappolare – spiegano ancora gli Amici delle Api – mettendo delle bottiglie di plastica trasparente, con alcuni buchi larghi quando un mignolo e riempite di una lattina di birra. Si appendono bene in vista, in luoghi assolati, nei giardini, sui terrazzi ma anche sui balconi. Ogni regina catturata ora è un nido in meno a inizio estate ed una colonia in meno che distrugge api e insetti impollinatori indispensabili”.
La Velutina non è un insetto “locale” ma è arrivata dall’Asia probabilmente via nave.
Ha causato enormi danni all’apicoltura in Spagna e in Francia e la sua presenza è diventata talmente numerosa da causare ogni anno anche dei morti perchè è molto aggressiva e attacca l’uomo.
Ormai da una decina di anni ha attraversato il confine con l’Italia ed è arrivata nell’imperiese e nel savonese, poi è comparsa nello spezzino e di qui ha lentamente colonizzato anche la provincia di Genova e la città stessa.
“Lo scorso anno – spiegano ancora gli Amici delle Api – sono stati trovati ben 10 nidi nell’area cittadina. Uno persino in piazza Fontane Marose, a poche decine di metri dal Comune. Altri sono stati trovati a Sestri Ponente (attaccato ad un poggiolo), in via Lodi accanto ad una scuola, in via Mogadiscio, a Struppa nuovamente vicino ad una scuola e poi ancora a Quarto e a Borgoratti. La maggior parte dei nidi ha potuto completare il ciclo vitale indisturbato e temiamo che a fine estate se ne conteranno almeno il doppio. Nessuno sta facendo prevenzione, nessuna informazione viene diffusa e non si informano i cittadini dei pericoli che corrono. Non ci sembra proprio il modo di affrontare l’emergenza in atto”.
Il calabrone asiatico distrugge gli alveari e li trasforma in supermercati dove banchettare. Agli apicoltori restano poche armi spuntate visto che quella più distruttiva, il cosiddetto “cavallo di Troia”, in Italia è proibito.
“In Francia e Spagna è usatissimo – spiegano ancora gli Amici delle Api e consiste nel catturare le pericolose vespe per poi depositare una goccia di insetticida particolare sulle loro schiene. Le vespe vengono liberate e volano nel nido dove, per un comportamento sociale, si ripuliscono tra loro “passandosi” il veleno di bocca in bocca. In breve il nido muore e l’infestazione si arresta. Ma qui in Italia non si può fare perché l’insetticida viene usato come antipulci per cani e gatti e non essendo registrato legalmente per combattere la velutina in quel modo, chi lo usa rischia una denuncia penale. Un assurdità tutta italiana”.
La vicenda è nota ma, invece di essere affrontata e risolta, passa in sordina.
Presto, se non si interverrà con decisione e senza “pannicelli caldi” la velutina conquisterà tutta la Liguria e non potrà più essere tenuta a bada. Si spenderanno cifre enormi per aiutare il settore dell’apicoltura già in pesantissima crisi e senza caccia ai nidi e senza “cavallo d Troia” la battaglia è già persa in partenza.
“Noi lo ripetiamo come la famosa Cassandra di scolastica memoria – spiegano ancora gli Amici delle Api – in pericolo non ci sono solo gli apicoltori e le api. Rischia l’agricoltura che perde milioni di impollinatori che rendono possibile il raccolto del 70 per cento di ciò che mangiamo e rischiano escursionisti e chi ama il verde perché in Francia si registrano già attacchi mortali delle vespe. E non solo persone allergiche perché la velutina attacca in massa se pensa che il nido sia in pericolo e nidificano nei cespugli, sotto terra e persino nei tombini. Sottovalutare oggi il pericolo comporterà gravi responsabilità in futuro”.
L’associazione e gli apicoltori invitano a segnalare ogni ritrovamento anche solo sospetto alla pagina Vespa velutina a Genova e Provincia
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