
Recco (Genova) – Topi e ratti hanno ormai invaso la cittadina del levante genovese ed il Comune ordina una campagna straordinaria di derattizzazione per limitarne il numero.
Emergenza roditori nella cittadina celebre per la focaccia con il formaggio e dove gli interventi del Comune, da soli, non riescono più a contrastare l’avanzata, sempre più decisa e inarrestabile. Così il sindaco Carlo Gandolfo ha firmato un’ordinanza in materia di derattizzazione che coinvolge anche i privati e obbliga tutti a organizzare nei prossimi 12 mesi dalla pubblicazione del provvedimento – con data 5 gennaio – l’esecuzione di almeno tre trattamenti di derattizzazione, ad intervalli non inferiori a giorni 120 l’uno dall’altro su tutto il territorio comunale.
Secondo quanto riportato nel provvedimento, la presenza di ratti interessa vari luoghi potenzialmente critici, come reti fognarie, aree private di raccolta rifiuti, depositi alimentari, costruzioni abbandonate, scantinati, soffitte, sottotetti, giardini e intercapedini.
Un’avanzata inarrestabile visto che i topi si riproducono a velocità spaventosa e dopo circa 15 giorni dal parto sono già in grado di accoppiarsi nuovamente e di ricominciare il ciclo riproduttivo.
“Il Comune continua a occuparsi regolarmente della derattizzazione nelle aree pubbliche – chiarisce il sindaco Carlo Gandolfo – tramite ditte specializzate, con una programmazione specifica, soprattutto nella zona costiera. Il nostro impegno rischia di essere vanificato senza la collaborazione dei privati”.
L’ordinanza, quindi, riguarda proprietari di immobili pubblici e privati, amministratori di condominio e gestori di attività della filiera alimentare, tutti tenuti a effettuare la derattizzazione e a dimostrarne l’avvenuta esecuzione tramite attestazione di una ditta specializzata o, in caso di intervento diretto, mediante dichiarazione firmata da presentare al Comune entro 15 giorni.
Devono essere utilizzati esclusivamente prodotti registrati dal Ministero della Salute, con esche collocate in dispenser sicuri e un cartello informativo esposto almeno cinque giorni prima dell’intervento.
Per chi non dichiarerà guerra ai roditori sono pronte anche le sanzioni dino a 500 euro.
























