La Spezia – Tensione davanti all’obitorio dove è stata trasferita la salma dello studente ucciso a coltellate nell’aula della scuola Domenico Chiodo. Un fotografo e alcuni giornalisti sono stati allontanati e inseguiti mentre facevano il loro lavoro per documentare quanto avvenuto ed il cordoglio della città dopo la tragedia.
Ordine dei Giornalisti e Associazione Ligure dei Giornalisti condannano l’episodio e chiedono rispetto per chi sta semplicemente cercando di lavorare.
“Oggi – si legge in un comunicato – un fotografo è stato aggredito verbalmente e inseguito all’esterno dell’obitorio de La Spezia nel tentativo, da parte di diverse persone, di sottrargli la macchina fotografica. Il collega, cercando di difendere la propria apparecchiatura, è caduto a terra fortunatamente senza riportare gravi conseguenze e proprio in quel momento solo l’intervento delle Forze dell’ordine ha evitato il peggio. Sempre questa mattina diversi giornalisti, in particolare colleghi delle televisioni, sono stati aggrediti verbalmente sempre all’esterno dell’obitorio spezzino”.
“Capiamo la disperazione e il dolore di parenti e amici del ragazzo ucciso ieri in classe a La Spezia – prosegue la nota – Quanto accaduto rappresenta un fatto di una gravità inaudita. Ma i giornalisti, professionisti che garantiscono ai cittadini il sacrosanto diritti ad essere informati, non devono diventare in alcun modo e in nessuna circostanza un bersaglio. Per questo motivo condanniamo con fermezza queste aggressioni subite dai colleghi mentre stavano svolgendo il proprio lavoro”, sottolineano l’Associazione Ligure dei Giornalisti, l’Ordine dei Giornalisti della Liguria e il Gruppo Cronisti Liguri.



















