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a Spezia – E’ il momento delle riflessioni e delle scuse per il sindaco Pierluigi Peracchini, nei giorni del lutto per la morte del ragazzo di 19 anni, accoltellato a morte in classe, da un compagno. Il primo cittadino accoglierà oggi il ministro Valditara che ha espressamente chiesto di raggiungere La Spezia a seguito di quanto avvenuto e nel frattempo chiarisce il significato della frase infelice, pronunciata in diretta TV durante la trasmissione Otto e Mezzo su La 7.
Peracchini ha infatti chiarito di non voler fare riferimento alla provenienza dei giovani che sono soliti portare il coltello ma, piuttosto, ad un “movimento”, una “sottocultura” che non rappresenta affatto tutti i giovani ma solo una piccola minoraza e che, tuttavia allarma per la escalation di episodio di violenza.
“Non ho parlato di stranieri, comunitari, extracomunitari, italiani – ha chiarito Peracchini – ma di etnia nel senso di cultura”.
Il primo cittadino ha detto di incontrare spesso i giovani nelle iniziative o nelle conversazioni sui social e di aveir raccolto quel senso di preoccupazione che si estende anche alle famiglie circa la cultura crescente della violenza come mezzo per affermarsi.
Una cultura che la città, i cittadini, tutti, qualunque sia la loro provenienza, rifiutano e temono.
Nessuna denuncia di violenza “straniera” o legata all’origine di chi la commette, insomma, Peracchini lo ha voluto chiarire per evitare la generalizzazione e un’altra sottocultura altrettanto pericolosa: quella del razzismo.
Ora la concentrazie è tutta per la sicurezza dei ragazzi e per studiare provedimenti che possano rendere ancora più sicure le scuole frequentate dai ragazzi che vivono a La Spezia, qualunque sia la loro origine.
Provvedimenti che solo lo Stato centrale può adottare anche attraverso il rafforzamento del contingente di forze dell’ordine che è sempre più carente in tutte le città e non solo a La Spezia.
Altre polemiche, però nascono dalla decisione di non dichiarare il lutto cittadino. Il sindaco Peracchini ha infatti dichiarato che “in questo momento ritengo di non doverlo fare per non esasperare gli animi e perché su questo lutto dobbiamo ancora riflettere molto dal momento che una cosa così non ce l’aspettavamo e non era neppure immaginabile”.
Una scelta criticata, specie sui social, perchè sembra voler “sminuire” la gravità dei fatti e la necessità di fermare la città per una giornata, quella del lutto, per sottolineare, invece, la gravità di un episodio che avrebbe potuto riguardare una qualunque delle famiglie spezzine con figli in età scolare.





















