HomeGenovaCronacaGenova, morto durante la partita a Borzoli, la vittima era Giampiero Garrido

Genova, morto durante la partita a Borzoli, la vittima era Giampiero Garrido

giampiero garridoGenova – Si chiamava Giampiero Garrido ed aveva 30 anni il giovane che ieri sera è morto durante una partita di pallone nel campo dell’ex Corderia di via Sparta, a Borzoli. Sposato, con figli, Garrido stava partecipando ad una partita di calcetto con gli amici quando si è improvvisamente accasciato a terra perdendo rapidamente i sensi.
I compagni hanno cercato di soccorrerlo ma hanno capito in fretta che non si trattava di una situazione semplice ed hanno chiamato preoccuatissimi il 118.
All’arrivo dell’ambulanza i tentativi, ormai inutili, di salvargli la vita. Il cuore di Giampiero Garrido si è fermato improvvisamente e per motivi che stabilirà l’autopsia.
Intanto, sui social, si moltiplicano i messaggi di cordoglio e tra questi quello di Carlo Basana, anima del Consorzio Pianacci al Cep che ricorda il giovane per un episodio particolare, raccontato in un post:
“Quel ragazzino garbato, con maglia a strisce orizzontali bianche e verdi.
Mi capita spesso di sfogliare, anche con un pizzico di commozione, le centinaia di foto dell’imponente archivio delle varie (più di 20) edizioni della Ceppions League, alla ricerca di volti gioiosi di ragazzini ora diventati adulti.
Molti li riconosco immediatamente…
qualcuno ha portato in questi ultimi anni i figli al Pianacci per partecipare alla Ceppions League, e per me è una commozione aggiuntiva…
per molti altri non riesco a “collegare” il volto con i nomi, ma ci sta, sono trascorsi molti anni ed i miei sono veramente tanti, la memoria di tanto in tanto evidenzia dei vuoti.
Stamane l’amica Maria Luisa Magri mi ha informato che una notizia di cronaca, che avevo letto pochi minuti prima, riguardava proprio uno di quei ragazzini di vent’anni fa…
quel nome mi ricordava qualcosa ma non riuscivo ad “incrociare” nome e volto…
mi sono messo a sfogliare l’archivio, ero arrivato al 2004, quando Maria Luisa mi ha anticipato, inviandomi una foto che avevo pubblicato anni fa, alla “Ceppions” del 2005…
come non ricordare quel ragazzino, sempre garbato?
Ma andiamo con ordine.
Estate 2005.
Al campetto del Circolo ARCI Pianacci è in pieno svolgimento la “Ceppions League”, una sorta di “Champions League del Cep”, che coinvolge decine di bambini e ragazzi.
E’ un’edizione speciale: il torneo è dedicato a quattro organizzazioni di solidarietà, Emergency, Assefa, Amref e Bottega solidale, ed i partecipanti indossano magliette con i loghi delle associazioni.
I partecipanti sono tanti, le magliette non bastano per tutti, il torneo è lungo ed alcune magliette fatalmente si perdono…
Nello sviluppo del torneo le partite via via si trasformano in un simpatico, gioioso guazzabuglio di colori.
C’è una maglietta che si distingue dalle altre.
Non ha colori casuali, e non richiama nessuna squadra del nostro campionato.
E’ una maglietta a strisce bianco verdi orizzontali, l’inconfondibile maglietta dei Celtic di Glasgow, l’unica squadra scozzese ad aver vinto una Coppa dei Campioni.
Sul retro della maglia, sopra il numero 7, spicca il nome di Larsson, Henrik “Henke” Larsson, l’attaccante svedese che con la maglia del Celtic ha segnato montagne di gol, quasi uno a partita.
La indossa un ragazzino che forse, visto che sognare non costa nulla, come molti suoi coetanei insegue il sogno di seguire le sue orme, trovare uno spazio nel calcio che conta…
Sono passati vent’anni, quel ragazzino è diventato uomo, non abita più al Cep ed ha una bella famiglia, moglie e tre figli, il più piccolo ha un anno.
Non ha ripercorso le orme di Henrik Larsson ma la passione per il calcio è rimasta intatta, e ogni tanto la sera si ritrova con i suoi amici a giocare a calcetto, ed anche ieri sera non manca a questo appuntamento al campo di Borzoli.
Attorno alle 21, a 300 km di distanza, proprio quella prestigiosa squadra scozzese con le divise a strisce biancoverdi orizzontali sta festeggiando l’insperato pareggio conquistato a Bologna, in Europa League, dopo aver sfiorato un’ancor più clamorosa vittoria.
Alla stessa ora i suoi amici, sconvolti, chiamano i soccorsi: lui è caduto improvvisamente a terra, senza conoscenza…
i sanitari tentano per un’ora di rianimarlo, ma non c’è più nulla da fare…
il cuore di Giampiero Garrido, il ragazzino che vent’anni fa esibiva con orgoglio quella prestigiosa maglia, si è fermato improvvisamente proprio su un campetto da calcio…
un rettangolo verde sul quale da ragazzino corri inseguendo i semplici sogni di tutti, ed un rettangolo verde sul quale, da adulto, la corsa della vita si interrompe improvvisamente, lasciando soli e sgomenti gli amici, la moglie, tre figli…
potrà ora riprendere la sua corsa sulle grandi praterie verdi dell’aldilà, e chissà, forse anche lassù potrà indossare una maglia prestigiosa a strisce orizzontali bianche e verdi…
quella con il numero 7 di Henrik “Henke” Larsson…

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