HomeGenovaCronacaGenova, 87 denunciati per le manifestazioni Pro Pal, la protesta del M5S

Genova, 87 denunciati per le manifestazioni Pro Pal, la protesta del M5S

genova manifestazione Gaza 21 settembre 2025Genova – Fanno discutere le 87 denunce per il nuovo reato di “blocco stradale” registrate a seguito delle manifestazioni Pro Palestina organizzate a Genova. A protestare il Movimento 5 Stelle che considera molto grave quello che sta avvenendo.
“Le 87 denunce ai manifestanti del sit-in pro-Gaza a Genova e le contestazioni disciplinari contro i VVF che a Pisa hanno osservato un minuto di silenzio per le vittime innocenti di Gaza non sono episodi isolati: crediamo siano il risultato di una scelta politica che ha come obiettivo comprimere il dissenso e intimidire chi protesta. È questa, per noi, la vera natura del Ddl 1660 del Governo Meloni”.
Lo dichiara il capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano che, insieme al senatore pentastellato Luca Pirondini, ha partecipato lo scorso 28 gennaio al dibattito pubblico tenutosi a Roma, presso la Sala ACI di via Marsala, organizzato da USB per difendere i Vigili del Fuoco colpiti dai procedimenti disciplinari.
“A Genova, per la prima volta, viene contestato il reato di blocco stradale: basta sedersi in strada per mezz’ora per vedersi denunciati – prosegue Giordano -. Uno schema che si ripete nella vicenda dei pompieri colpiti da procedimenti disciplinari: puniti per essersi inginocchiati per i bambini morti a Gaza. Per questo, in Regione, presenterò un ordine del giorno per impegnare la Giunta a farsi promotrice della libertà di espressione e del diritto a manifestare pacificamente, affinché nessuno possa essere punito nell’esercizio dei propri diritti costituzionali”.
“Il provvedimento del Governo ha trasformato il dissenso in un problema di ordine pubblico – puntualizza Pirondini -, creando un pericoloso precedente: oggi tocca ai manifestanti genovesi e ai VVF, domani potrà toccare a chiunque osi alzare la testa. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare con il nostro deputato Roberto Traversi e presto faremo altrettanto in Senato: a testa alta, come M5S continueremo a contrastare questa deriva”.

 

Per Giordano, “qui sono in gioco la libertà di espressione, l’agibilità sindacale e il confine tra provvedimento disciplinare e repressione del dissenso. Inginocchiarsi davanti a una strage di civili non è propaganda: è un atto di coscienza, coerente con chi, come i VVF, salva vite. L’uniforme è un patto con la comunità, non è una proprietà del Governo e certamente non può annullare la coscienza di un lavoratore. Le sanzioni devono colpire eventuali fatti che danneggiano il servizio, non le opinioni e, come nel caso dei pompieri, un gesto simbolico che peraltro non ha creato alcun disservizio”.

 

“Come M5S saremo sempre al fianco di chi difende i diritti costituzionali di manifestare, scioperare ed esprimere dissenso. La sicurezza non si costruisce reprimendo le piazze, ma garantendo diritti, libertà e democrazia», concludono Giordano e Pirondini.

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