HomeGenovaCronacaGiulio Regeni, il Comune di Genova esporrà lo striscione giallo

Giulio Regeni, il Comune di Genova esporrà lo striscione giallo

Giulio RegeniGenova – Il Comune esporrà lo striscione giallo a Palazzo Tursi per chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni, il ricercatore italiao rapito, torturato e giustiziato in Egitto.
L’annuncio è stato fatto dalla sindaca Silvia Salis, questo pomeriggio, durante il consiglio comunale.
Lo striscione verrà issato a Tursi martedì prossimo, 3 febbraio, con la scritta “Verità per Giulio Regeni”
«Martedì prossimo ricorderemo un’altra tragica data, ovvero i dieci anni dal ritrovamento del corpo di Giulio Regeni, avvenuto il 3 febbraio 2016 in Egitto – ha annunciato la sindaca – e lo faremo con un gesto semplice, ma profondamente simbolico: l’esposizione a Palazzo Tursi dello striscione “Verità per Giulio Regeni”. Un gesto che si sarebbe dovuto compiere già da molto tempo. E che oggi finalmente assume il valore di un impegno pubblico, istituzionale, condiviso anche nella sede del Comune di Genova e nel palazzo dei genovesi».
Nel suo intervento la sindaca ha ricordato che «sono passati dieci anni senza verità, dieci anni senza giustizia. Non è una battaglia privata quella che dal 25 gennaio 2016, ogni giorno, portano avanti i genitori di Giulio Regeni, Paola e Claudio, assieme all’avvocata genovese Alessandra Ballerini, con forza, dignità e tenacia. È una battaglia che riguarda tutti noi perché parla di credibilità dei diritti umani, della libertà di ricerca, della libertà di pensiero e di espressione. Come ha ricordato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è “un’esigenza condivisa da tutti gli italiani e non solo”». Salis ha aggiunto che «in questi giorni di ricordo così doloroso, quest’aula, questa amministrazione e la città di Genova si stringono in un grande abbraccio a Paola e Claudio. A loro va la nostra vicinanza: non smettiamo di chiedere, non smettiamo di pretendere verità, non smettiamo di ricordare. Perché verità e giustizia non possono mai essere oggetto di compromessi. Perché senza verità e senza giustizia non esiste futuro, non esiste democrazia».

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