Arenzano (Genova) – Una inchiesta al momento a carico di ignoti, con l’ipotesi di reato di “frana colposa”. L’ha aperta la Procura di Genova che indaga sull’enorme caduta di rocce e terra che si è riversato sulla strada statale 1 Aurelia, tra Arenzano e Vesima, domenica sera.
Una frana che ha causato l’ennesimo blocco della strada, fondamentale collegamento viario e l’unico non autostradale, tra la costa genovese e quella savonese.
Ad aprire il fascicolo il pool che si occupa di reati ambientali e che intende chiarire se ci siano stati ritardi o omissioni nella messa in sicurezza di un tratto di Aurelia dove, già in passato si erano registrate altre frane e cadute di massi sulla strada.
Un’inchiesta che infiamme la politica dopo il duro scontro sul progetto Anas della famigerata “galleria paramassi” su cui, negli anni, si sono concentrate accuse di ritardi ed errori progettuali e le perplessità di chi lo considera un “ecomostro lungo 450 metri” che peraltro avrebbe protetto il lato opposto della galleria Pizzo, sulla statale Aurelia e non il tratto interessato al cedimento avvenuto nei giorni scorsi.
Nel 2016, infatti, si era registrato un distacco di rocce poco prima del passaggio della Milano – Sanremo ma sul lato opposto della galleria Pizzo e più vicino ad Arenzano.
Enti locali e associazioni ambientaliste hanno sempre chiesto un progetto di messa in sicurezza meno impattante e che coinvolgesse tutto il tratto di Aurelia interessato dal fenomeno franoso e che non si trasformi nell’ennesima costruzione di un ecomostro che impatta sul panorama circostante.
I lavori per riaprire la strada
Proseguono intanto le operazioni di sgombero della strada e nelle prossime ore e giorni si potrebbe intervenire con cariche esplosive per ridurre le dimensioni delle rocce cadute.
In corso anche le analisi delle rocce per valutare l’eventuale presenza di amianto. In caso contrario si potrebbe decidere di scaricare “a mare”, sotto la strada, l’enorme quantità di materiale per ridurre i costi di intervento, i tempo dello sgombero e nel contempo rafforzare le difese a mare della strada.
Difficilmente, però, la strada verrebbe riaperta prima di un mese






















