Borghetto Santo Spirito (Savona) – Ci sono anche una madre e il proprio figlio tra le persone denunciate dai carabinieri al termine di una indagine per una truffa aggravata ai danni di una pensionata.
Si tratta di componenti di una famiglia residente nel torinese, madre e figlio di 53 e 34 anni che sono stati denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Savona perchè ritenuti responsabili del reato di truffa aggravata in concorso ai
danni di una pensionata residente nel comune rivierasco.
I fatti risalgono allo scorso 29 settembre, quando la vittima ha ricevuto sul proprio
telefono cellulare un SMS nel quale venivano segnalati presunti movimenti sospetti
sul suo conto corrente.
Poco dopo, la donna veniva contattata telefonicamente da un sedicente operatore del proprio istituto di credito e, successivamente, da un altro soggetto che, qualificandosi falsamente come “carabiniere”, la convinceva della necessità di eseguire una presunta “procedura antifrode” per mettere in sicurezza i propri risparmi.
Indotta in errore, la pensionata disponeva un bonifico bancario di quasi 20.000 euro e
come se non bastasse, seguendo le istruzioni ricevute, lasciava nei pressi della propria
abitazione, accanto a un bidone della spazzatura, una busta contenente diversi monili
in oro e la propria tessera bancomat.
Con quest’ultima, successivamente, veniva effettuato un prelievo di più di circa 1200 euro presso uno sportello ATM in provincia di Torino.
Poco dopo la consegna, la donna notava sopraggiungere un’autovettura di colore bianco, dalla quale scendeva un uomo – l’asserito carabiniere – che prelevava la busta per poi allontanarsi.
Resasi conto di essere stata truffata, la pensionata avvisava immediatamente la sorella e si recava con lei presso la Stazione dei Carabinieri di Borghetto Santo Spirito, dove ha sporto regolare denuncia e sebbene non fosse riuscita a indicare marca e modello del veicolo, forniva ai militari una descrizione dettagliata dell’uomo visto nei pressi della sua abitazione e degli abiti indossati.
Nonostante i pochi elementi inizialmente a disposizione, veniva immediatamente avviata un’articolata attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Savona e svolta dai Carabinieri della Stazione di Borghetto Santo Spirito, basata sull’accurata analisi dei tabulati telefonici, dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza cittadina e del sistema di lettura targhe, attraverso la quale veniva identificato il finto carabiniere, nonché ricostruiti orari e percorsi dell’autovettura utilizzata.
Ulteriori approfondimenti si rendevano necessari poiché il veicolo in questione risultava essere stato denunciato come rubato dalla donna, che lo aveva in locazione, proprio il giorno della truffa, poi indagata per concorso nel reato di truffa.
Secondo quanto da lei dichiarato nella denuncia, il mezzo le sarebbe stato sottratto alcuni
giorni prima mentre era parcheggiato in strada in provincia di Torino, pertanto, non
sarebbe stato nella disponibilità sua o dei familiari al momento della truffa nel
savonese. Tuttavia, l’accurata attività investigativa, condotta anche attraverso
l’analisi di immagini e video pubblicati sui profili social aperti della donna e dei suoi
familiari, consentiva di accertare che il veicolo era invece ancora nella disponibilità
del figlio, il quale, peraltro, indossava gli stessi abiti descritti dalla vittima e utilizzati
il giorno della truffa.
Parallelamente, grazie alla tempestività della denuncia e agli immediati accertamenti
di natura patrimoniale, nel giro di pochissimo tempo veniva individuato il conto
corrente sul quale era confluito l’ingente bonifico, riuscendo in questo modo a
congelare l’intera somma prima che venisse dispersa e che, all’esito degli
accertamenti disposti dall’Autorità Giudiziaria di Savona, verrà restituita alla
legittima proprietaria.
L’epilogo positivo della vicenda è stato possibile grazie all’accuratezza, alla
professionalità e alla rapidità delle indagini che, pur partendo da elementi limitati,
hanno consentito di dare rapidamente un nome ai presunti responsabili e di
recuperare il denaro sottratto alla vittima.
L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito a mantenere sempre alta la guardia e a non
cedere mai a richieste urgenti o pressanti effettuate telefonicamente. È fondamentale
verificare con attenzione qualsiasi situazione sospetta, in particolare richieste di
denaro o preziosi, confrontandosi preventivamente con i familiari e segnalando
immediatamente ogni tentativo di truffa alle Forze dell’Ordine.
Si ricorda che i Carabinieri non chiedono e non chiederanno mai denaro o altri beni di
valore: qualsiasi richiesta di questo tipo deve far scattare immediatamente l’allarme,
poiché si tratta certamente di una truffa.
Il procedimento è attualmente nella fase preliminare, i provvedimenti finora adottati
non implicano la responsabilità degli indagati non essendo stata assunta alcuna
decisione definitiva da parte dall’Autorità Giudiziaria.
























