HomeImperiaCronacaBambina trovata morta a Bordighera, attesa per risultati autopsia

Bambina trovata morta a Bordighera, attesa per risultati autopsia

Ris Parma bambina morta BordigheraBordighera (Imperia) – Attesa per i risultati dell’autopsia sul corpicino straziato di Beatrice, la bambina di appena due anni trovata morta nella sua abitazione di Montenero. Gli esami medico legali dovrebbero chiarire le cause del decesso ma anche e soprattutto l’orario della morte che potrebbe fornire elementi utili a chiarire alcuni punti ancora oscuri di quanto emerso.
Restano in carcere la madre della piccola, Emanuela Aiello, detta Manuela, 43 anni e il compagno di lei, proprietario dell’abitazione di Perinaldo dove si sospetta sia in realtà avvenuto il decesso. I due sono indagati per il reato di omicidio preterintenzionale e molto di quanto emergerà nelle prossime ore potrebbe offrire un quadro di lettura di quanto avvenuto.
La madre di Beatrice continua a dirsi innocente e che la morte è sopraggiunta a seguito di una caduta dalle scale avvenuta qualche giorno prima del decesso della piccola e l’uomo si dice completamente estraneo ai fatti.
Gli inquirenti, però, sospettano invece che la piccola sia morta a seguito di percosse con un corpo contundente e le testimonianze – seppur contestate dalla difesa – supportano questa tesi raccontando di altre violenze e della presenza dei lividi sul corpo della piccola già una decina di giorni prima del decesso.
Nel frattempo proseguono le verifiche dei Ris di Parma sul materiale sequestrato nelle due abitazioni dei sospettati: lenzuola, abiti e oggetti che potrebbero conservare tracce ematiche che occorre approfondire, soprattutto nel caso in cui il sangue sia effettivamente quello della bambina.
Emerge intanto un quadro di difficoltà di rapporti tra la madre di Beatrice e la famiglia dell’ex marito che la donna ha fatto arrestare a seguito di una denuncia per maltrattamenti.
Un quadro fatto di ripicche, dispetti e veri e propri atti persecutori che la famiglia dell’ex marito avrebbero messo in atto negli ultimi mesi e che la donna avrebbe documentato con video e foto.
Difficoltà di convivenza che, se non giustificano e neppure riducono la gravità di quanto avvenuto, potrebbero comunque delineare un clima molto complesso in cui la donna viveva e che comunque cercava di “migliorare” cercando un lavoro, vendendo verdure ed ortaggi prodotti nei terreni di famiglia e cercando una casa in affitto più vicina alla scuola frequentata dalle figlie.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui