Genova – Non si placano le polemiche per il pino monumentale abbattuto a Nervi, a fianco del celebre “Castello”. Ambientalisti e Comune di Genova “chiariscono” le rispettive posizioni sulla vicenda che torna a scatenare le proteste di chi continua a chiedere un confronto trasparente sugli alberi da abbattere, che preveda la possibilità dei Cittadini di “leggere” le carte e le perizie che si trasformano in sentenze di morte per le piante e la possibilità di presentare contro-deduzioni e pareri tecnici pagati a spese proprie.
Al termine dell’abbattimento, terminato ieri, mercoledì 17 febbraio, il Comune di Genova ha diffuso un comunicato che spiega che “è stato completato il taglio dell’ultimo tronco del pino di Nervi, intervento eseguito con la massima trasparenza alla presenza dell’assessora al Verde urbano, Francesca Coppola, e delle principali associazioni ambientaliste.
Durante le operazioni sono stati rilevati con chiarezza i “cretti” posizionati alla base della pianta, evidenziati già dalle perizie tecniche, che rendevano l’albero potenzialmente instabile e a rischio cedimento improvviso”.
«Oggi abbiamo voluto dare un segnale preciso: le decisioni sul verde pubblico devono avvenire con procedure trasparenti, verificabili e condivise – dichiara l’assessora Coppola – Essere presenti nell’area di cantiere, insieme alle associazioni, ha significato assumersi la responsabilità delle scelte e mostrare con evidenza ciò che le perizie avevano già indicato. La tomografia, infatti, non lasciava purtroppo alternative: il danno strutturale al tronco – sottolinea l’assessora – era grave e il rischio di cedimento concreto, e l’analisi de visu dello stato del tronco ha confermato quanto emerso all’inizio dalle analisi tecniche».
«Il verde – evidenzia Coppola – ha bisogno di cura, attenzione costante e programmazione. Questo intervento, seppur doloroso, essendo stato eseguito davanti agli occhi della cittadinanza, è stata l’occasione per plasmare una relazione con il territorio fondata su correttezza delle procedure e collaborazione con le persone».
«Il pino abbattuto – annuncia l’assessora – sarà sostituito con due nuovi pini. Il progetto di ripiantumazione sarà portato in Consulta del Verde, perché crediamo che le scelte sul patrimonio arboreo cittadino debbano essere condivise. Come dimostrato oggi, siamo qui per lavorare insieme, con rigore tecnico e massima apertura al confronto. Un ringraziamento – conclude l’assessora Coppola – va ad Aster e a tutti i tecnici che ci hanno ospitato in cantiere e hanno consentito di assistere alle operazioni in piena trasparenza».
Giuliano Pastorino, responsabile del verde di Aster, ha spiegato che «il danno strutturale al tronco rendeva la pianta pericolosa e si è visto con grande chiarezza. Abbiamo condotto il taglio nella più assoluta trasparenza e con la massima attenzione alla sicurezza e alla tutela dell’area circostante. Gli alberi giudicati a rischio dalle verifiche tecniche, purtroppo, devono essere abbattuti per garantire la sicurezza di tutti».
Al Comune di Genova ha replicato Andrea Agostini, storico ambientalista e presidente del circolo “Nuova Ecologia”.
“Non non c’è niente da fare – scrive Agostini – per Doria Bucci per Picciocchi e per la Salis il verde è un semplice orpello di nessun valore. Si può parlare , si può argomentare, si può chiacchierare, si può promettere, ma quando il gioco si fa duro , si tocca effettivamente gli interessi veri nell’amministrazione stop, comandano solo i soliti Marchese del Grillo tutti gli altri non contano nulla. È il caso di un albero iconico a Nervi sulla passeggiata, un bellissimo Pino orgoglio del quartiere che si trova in tutte le cartoline di Nervi, che aveva dei problemi.
L’analisi della dell’albero fatta da un botanico di uno studio botanico importante aveva stabilito che quest’albero è in classe C barra D, ciò vuol dire che non sta tanto bene e che c’è rischio di crollo da un momento all’altro. Dopo 3 mesi che questa cosa è stata scritta ufficialmente il comune ha deciso per l’abbattimento. Si è convocata una riunione della consulta del verde che è un organismo del comune messo insieme dal comune dove siedono ovviamente l’assessore all’ambiente i funzionari comunali, funzionari di Aster, tutte le associazioni ambientaliste, l’università ,gli ordìni degli architetti , dei botanici, biologici e quant’altro, cioè una situazione una dove convivono diverse alte professionalità che dovrebbero aiutare il comune della gestione del Verde. Alla riunione ultima di questa consulta è stata data comunicazione della decisione di tagliare l’albero a Nervi, si è aperta una discussione ampia in cui vari soggetti hanno chiesto che si facesse una contro-verifica , cioè, esiste una legge in Italia che liberalizza gli accessi agli atti degli enti pubblici perciò tutti i cittadini sono nel diritto di accedere agli atti dei comuni e predisporre una contro verifica rispetto alle decisioni del comune e opporsi se questa contro verifica ha dei riscontri diversi e ciò è applicabile per qualunque atto amministrativo. Questo è un diritto legale che finora tutti gli assessori e i sindaci genovesi hanno sistematicamente negato.
Quando viene tagliato un albero a Genova da molti anni e giunte non viene permesso ai cittadini di avere accesso ai documenti. Non c’è nessuna trasparenza, qualcuno decide che quest’albero è pericoloso è ad alto rischio e deve essere abbattuto, non si può fare nulla perché se ti opponi come a noi è capitato molte volte la risposta e’ “fai un accesso agli atti” questo avviene dopo un mese e nel frattempo l’albero è tagliato e il nostro esperto non può fare una analisi perché l’albero è finito in briciole in discarica violando in questo modo tutti i diritti e le leggi e quant’altro.
La assessora rispettosa della del nostro argomentare che non era il suo, pur essendo d’accordo sull’idea che quell’albero dovesse essere abbattuto aveva concesso la possibilità che si facesse una perizia altermativa, pagata da noi, con periti ufficialmente riconosciuti dai vari ordini e questo è l’accordo su cui noi ci siamo lasciati e l’assessore avrebbe dovuto scrivere un due righe per autorizzare i nostri periti ad andare a fare questa perizia ,ma ahimè è scoppiato un mezzo finimondo. Nel senso che è stata prodotta una aggiunta del perito che aveva presentato la sua perizia tre mesi fa e la situazione sarebbe diventata ancora più pericolosa, in più a fronte di questo ulteriore precisazione che suscita qualche perplessità visto che erano tre mesi che era tutto fermo e la gente passava sotto quell’albero. Non c’era scritto attenti a non passare qua sotto e improvvisamente la giunta e quindi la sindaca sono intervenuti e in forza del loro ruolo e del loro potere hanno detto: l’albero deve essere tagliato e basta. Non solo negando tutto il lavoro che aveva fatto l’assessora al verde, ma anche la credibilità dei molti tecnici che partecipano alla alla consulta del verde che non sono dei pellegrini e avevano detto di sì.
Mercoledì un nostro incaricato è andato a chiedere i documenti per l’accesso agli atti e si è sentito dire che alcuni atti non potevano essere dati, altri potevano essere dati, ma solo in visione e alcuni dati potevano essere fotocopiati – un atto a nostro parere che va contro alla legge.
A questo punto è venuto il momento di tagliare con tanto di polizia al seguito. Diciamo che l’albero al nostro giudizio non era in condizioni disastrose non c’erano radici marce non aveva una situazione effettivamente a rischio immediato ma effettivamente aveva anche delle delle fenditure nel tronco molto profondi che in caso di aumento e forte bufera di vento avrebbero potuto far cascare l’albero”.
Secondo gli ambientalisti, quindi, il problema risiede soprattutto nel fatto che “quando si decide di tagliare si taglia” e “non c’è niente da poter discutere”.
Inoltre, sempre secondo Agostini: “a Genova non c’è un cronoprogramma non c’è un progetto scritto definito e in qualche maniera discusso negli ambiti del consiglio comunale e della consulta del verde. Noi come associazioni siamo assolutamente contrari, deve esserci un progetto, deve esserci un cronoprogramma, deve esserci trasparenza nella gestione del verde e chi dovrebbe farsi carico di tutto questo è l’amministrazione , ma alla prima modifica sostanziale della procedura la mannaia si è abbattuta sull’assessore alla al verde e sull’associazioni ambientaliste e su tutti gli ordini che avevano dato parere favorevole al fatto che si facesse una altra perizia.
Attenzione nessuno diceva che bisognava non tagliare l’albero, parliamo solo del fatto che per trasparenza gli atti amministrativi devono essere presentati ai cittadini e i cittadini devono avere la possibilità di discuterli e se non gli va bene di ricorrere sulle cose che vengono decise”























