Genova – Non è piaciuta ai familiari delle vittime del crollo del Ponte Morandi la frase pronunciata dall’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, intervenendo sulla gravissima tragedia di Cras Montana: “in Italia sarebbero già stati arrestati”.
La portavoce del Comitato che riunisce i familiari, Egle Possetti, ha infatti affidato ad una nota la perplessità provata ascoltando l’intervento del rappresentante del Governo italiani.
“Da un lato correttamente cita prevenzione e buon senso – scrive Possetti – dall’altro dichiara che in Italia i gestori sarebbero già stati arrestati. Ci dispiace contraddirla ambasciatore ma le cose non funzionano così, al momento con processo in corso, nessuno degli imputati per la strage del Ponte Morandi del 14 agosto 2018 è stato ancora arrestato, di arresti forse, si parlerà fra qualche anno. Certamente occorre stare molto vicino alle famiglie delle vittime che stanno passando l’inferno, ma fare affermazioni come queste è profondamente sbagliato, non facciamo la morale agli altri paesi che faranno i conti con questa tragedia, dobbiamo avere il buon senso di guardare in casa nostra e solo quando non avremo nulla da recriminare qui da noi, potremo fare la morale agli altri.
Ci scusi ma di moralità abbiamo tanto bisogno, non abbiamo bisogno di fantascienza, abbiamo bisogno di impegno e costanza nella prevenzione e nella ricerca delle mancanze in tutti i settori ed in tutti i paesi. Non riempiamoci la bocca di parole, dopo tanti anni siamo stufi francamente di sentire pronunciare parole al vento, stufi veramente. Tutto il nostro affetto profondo e sincero per tutte le persone colpite da questa immane tragedia e le loro famiglie”.

























