Genova – Chiedono la verità e risposte ufficiali i genitori di Emanuele Galeppini, il ragazzo di 17 anni morto nel terribile incendio che ha causato una strage a Crans Montana, in Svizzera. Nei giorni del lutto e del dolore, i familiari del ragazzo chiedono che si faccia chiarezza su quanto avvenuto e sui misteri che sembrano avvolgere il ritrovamento del corpo senza vita del giovane che – secondo le dichiarazioni – non presenterebbe segni di ustioni, e vestiti, portafogli e persino telefono cellulare sono stati restituiti senza tracce di bruciature o danni di alcun tipo.
Mentre si complicano le posizioni dei titolari del locale Le Constellation, per la scoperta di un video che mostrerebbe un precedente che potrebbe dimostrare la consapevolezza dei rischi in atto, i familiari delle vittime italiane chiedono che il Governo intervenga per ottenere le risposte che autorità e forze dell’ordine svizzere non sembrano propense a fornire.
Ci si domanda perché i corpi delle vittime non siano state sottoposte ad autopsia, un obbligo di legge in caso di decessi per incidenti o disgrazie di questo calibro e perché non siano state fornite spiegazioni ai familiari sui luoghi e sulle circostanze dei ritrovamenti dei corpi.
In particolare, i familiari di Emanuele Galeppini si domandano come mai sia stato chiesto loro di fornire il dna per “identificare il cadavere” quando la salma era integra e sarebbe bastato un confronto con i documenti che aveva nelle tasche per accertare l’identità del giovane.
I familiari hanno invece dovuto attendere per sapere se il ragazzo era “disperso” o invece deceduto come era evidente sin dal ritrovamento del corpo.
C’è poi il discorso legato ai mancati controlli sul locale, l’ultimo risalirebbe a cinque anni fa, e se i titolari avessero segnalato l’evento del capodanno con il numero dei partecipanti e la presenza di uno “spettacolo” che – secondo le normative locali – farebbe scattare la necessità di un piano di sicurezza, di particolari misure di sicurezza e la presenza dei genitori per i minorenni, dopo le ore 22.
Ma è il video che circola in questi giorni sul web a suscitare clamore e le richieste di un inasprimento delle accuse per tutti i potenziali responsabili della tragedia.
Si tratta di un video, diffuso da una emittente svizzera, che mostrerebbe un dj al lavoro nel capodanno del 2020 che chiede ai ragazzi che festeggiano l’evento di “fare attenzione alla schiuma” riferendosi molto probabilmente alle candeline che accompagnano da sempre le bottiglie di champagne portate ai tavoli e al materiale fono-assorbente che era stato installato sul soffitto per attutire il rumore e che potrebbe non essere stato ignifugo o comunque in grado di limitare gli effetti di un principio di incendio.
Tra le ipotesi più seguite, infatti, c’è quella che le candeline possano aver attivato una fiamma sul materiale che, invece di “spegnersi” come previsto dai materiali autorizzati nei locali aperti al pubblico, si è rapidamente estesa innescando una sorta di esplosione con una fiammata che ha investito tutti i presenti.
Se fosse provato che i responsabili del locale sapevano del pericolo, le ipotesi di reato potrebbero diventare quelle di omicidio e strage.























