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Genova, Marinella di Nervi verso la terza asta con molti problemi irrisolti

marinella nervi genovaGenova – Ancora nessun acquirente per la Marinella di Nervi e una nuova asta, a prezzo ancora ribassato, è stata fissata per il prossimo 18 febbraio.
Nessuna luce in fondo al tunnel per il celebre locale sulla passeggiata Anita Garibaldi di Nervi e scarse speranze, allo stato attuale delle cose, per una soluzione in tempi brevi.
Il caso è noto: l’edificio storico, risalente al 1934, era stato rilevato da una cordata di imprenditori lautamente sovvenzionati da denaro pubblico attraverso fondi statali e regionali.
Dopo un restauro complesso e ricco di colpi di scena, il locale ha aperto in pompa magna, con grande eco dei Media per poi restare aperto per pochi mesi e finire nuovamente nell’abbandono.
Mentre un’inchiesta accerta se tutta la vicenda è avvenuta “alla luce del sole” e soprattutto in modo da non causare danno ai Cittadini, il locale torna all’asta ma le prime due occasioni per presentare un’offerta sono andate deserte.
Ora arriva la terza asta consecutiva e il prezzo base d’acquisto scende sotto il milione di euro.
Un’occasione ghiotta ammesso che il complesso abbia effettivamente una qualche attrattiva per il mercato considerando che l’eventuale acquirente si dovrebbe sobbarcare i costi della ultimazione dei lavori – mai terminati – e dovrebbe attendere un’improbabile iter approvativo di una “diga soffolta” davanti alla scogliera, per proteggere il locale dalle mareggiate che in passato hanno causato danni ingenti.
Una diga sofforta che scatenerebbe le proteste e le azioni giudiziarie delle associazioni ambientaliste visto e considerato che proprio nella zona cresce una delle foreste di posidonia oceanica più importante del levante genovese.
Una sorta di nursery per i pesci, una barriera contro l’erosione della costa ed un importante polmone verde per la depurazione e l’ossigenazione delle acque.
Difficilmente potrebbe passare un progetto che prevede di “seppellire” parte della foresta con una cascata di massi ed enormi pietroni.
Situazione “in stallo” come già ampiamente documentato, e in tempi non sospetti, da LiguriaOggi.it che ha seguito la vicenda anche quando era “di moda” la narrazione di un locale che avrebbe avuto ben altre sorti come la “rinascita” del quartiere a fronte di forti investimenti pubblici a sostegno di privati.
Inoltre l’opera non è finanziata e i tecnici hanno già calcolato che il milione e mezzo preventivato per la eventuale realizzazione, non basterebbero.
Chi volesse costruirla, quindi, dovrebbe stanziare almeno la somma prevista, prevedendo costi in forte rialzo e la “guerra legale” che verrebbe scatenata dagli ambientalisti.
Un’ulteriore “spada di Damocle” sulla Marinella è rappresentata dal fatto che l’immobile non verrebbe “acquistato” ma piuttosto preso in concession, essendo una proprietà del Demanio dello Stato.
Una “concessione” che, con l’introduzione delle normative europee, prevede un passaggio attraverso aste pubbliche ogni tot anni e che quindi potrebbe non garantire la possibilità di un ritorno in tempi lunghi degli investimenti necessari all’avvio e alla gestione del locale.

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