Genova – Niente nuove “disability card” per le persone diversamente abili che ne facciano richiesta. A denunciarlo Genova Inclusiva, l’associazione che riunisce le famiglie con persone disabili e i lavoratori che operano nel settore del sostegno e delle cure alle persone con disabilità.
L’associazione ha ricevuto diverse segnalazioni di persone che, recandosi agli uffici competenti o facendo richiesta attraverso i portali della Pubblica Amministrazione si sarebbero sentiti rispondere che è impossibile ricevere la copia “fisica” della tessera, necessaria per poter accere ai servizi convenzionati, perchè mancherebbero i fondi necessari alla loro “stampa”.
“Chiediamo spiegazioni a chi può fornirle – spiegano a Genova Inclusiva – perchè crediamo sia incredibile che un diritto garantito dallo Stato possa essere negato “per mancanza di fondi”. La tessera disability card è necessaria per aver garantiti servizi importanti ed è comunque un documento ufficiale dello Stato italiano. Le persone disabili non possono essere discriminate perché qualcuno si è dimenticato di finanziare in modo adeguato un servizio obbligatorio dello Stato”.
Genova Inclusiva ricorda che il Governo ha stabilito che per “semplificazione”, dal 2026, chi compie 70 anni riceverà una carta d’identità elettronica con validità di 50 anni, di fatto “a vita”.
Un annuncio fatto dal ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, ed è scritto nelle bozze del decreto PNRR (Sky TG24, 19 gennaio 2026).
La platea interessata è di circa 10 milioni di persone: dieci milioni di rinnovi in meno, dieci milioni di carte da produrre in meno, dieci milioni di pratiche in meno per i Comuni.
“Poi, però – spiega Marco Macrì, portavoce di Genova Inclusiva – non ci sono i soldi per i cittadini più fragili. La Disability Card, strumento concreto per le persone con disabilità, è oggi bloccata in molti casi perché, parole degli stessi uffici INPS, “sono finiti i fondi per la stampa”. Tradotto: se non ci sono soldi, la tessera non si produce. Il diritto c’è, il riconoscimento c’è, ma la carta fisica no”.
Genova Inclusiva evidenzia che per gli anziani si trovano soluzioni “a vita” per evitare code agli sportelli. Per le persone con disabilità, invece, si aspetta che arrivino nuovi fondi, lasciandole prive di uno strumento essenziale.
“Non si tratta di semplificazione – denuncia Macrì – è una scelta politica e di risparmio, decisa a scapito dei più fragili. Chiediamo quindi alle forze di opposizione nazionali di farsi interpreti della giusta indignazione: di interrogare il Governo sulle ragioni di questa disparità di trattamento, di chiedere che la Disability Card venga finanziata in modo strutturale, come servizio essenziale, di chiarire perché il contenimento dei costi ricade su chi già è più vulnerabile. La politica è anche responsabilità. E questa è una scelta che pesa sulle spalle dei cittadini più deboli. È il momento che chi rappresenta l’opposizione nazionale si faccia sentire, senza esitazioni”.
A cosa serve e come funziona la Disability Card:
Sostituisce il verbale di invalidità cartaceo (es. 104) per attestare la disabilità presso uffici pubblici, enti e privati convenzionati.
Offre sconti o gratuità per trasporti (es. Trenitalia), cinema, teatri, parchi divertimento e altri servizi.
Ha validità europea ed è riconosciuta all’interno dell’UE per agevolazioni dedicate.
Inoltre sulla card è indicato se il titolare necessita di un accompagnatore, garantendo agevolazioni anche a quest’ultimo (contraddistinta dalla lettera “A”).
Viene rilasciata dall’INPS a invalidi civili (solitamente sopra il 67%), minori invalidi, sordi, ciechi e altre categorie.


















