La Spezia – Agenti con i cani antidroga e controlli con il metal detector sugli studenti che entrano a scuola. Sta suscitando molte polemiche il blitz messo a segno questa mattina, davanti all’ingresso dell’Istituto Domenico Chiodo dove è stato ucciso a coltellate Youssef “Aba” Abanoub, 19 anni.
Già dal primo mattino gli ingressi della scuola spezzina sono stati presidiati da personale in divisa dotato di metal detector e con i cani antidroga. Una scena che ha suscitato forte reazione degli studenti che hanno dichiarato di non avere in mente “questo” quando chiedevano sicurezza subito dopo la morte del compagno di scuola ucciso da un altro studente.
Uno ad uno i ragazzi sono stati controllati con i cercametalli che sono stati passati anche sugli zaini, mentre cani antidroga “annusavano” vestiti e sacche.
Social roventi per le foto e i video che riprendevano gli uomini in divisa davanti agli ingressi della scuola. Un intervento studiato per garantire la sicurezza ma che non potrà essere mantenuto costante nel tempo e che ha turbato e non poco gli studenti, già scossi per il recente fatto di sangue.
Opinioni contrastanti tra gli adulti. C’è chi ha salutato con favore l’adozione di misure molto forti e chi invece, punta il dito sulla “militarizzazione” della scuola, evidenziando che i ragazzi avrebbero bisogno di sostegno psicologico e di personale capace di farli ragionare sulla gravità dell’uso delle armi più che di repressione in stile “stato di polizia”.
Il dibattito è aperto e certamente non si tratterà dell’unico blitz di questo tipo davanti alle scuole spezzine.
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