Genova – Sono 13 i giovani fermati dalla Digos a seguito delle indagini sulla maxi rissa avvenuta lo scorso 4 gennaio, nel centro storico genovese. Si tratta di appartenenti ad un gruppo antifascista del quartiere di Oregina e di militanti vicini agli ambienti di estrema destra, alcuni residenti nello spezzino.
I giovani si erano incontrati per caso nel centro storico genovese e si erano subito “presi” iniziando uno scambio di insulti e invettive che, in breve, si è trasformato in rissa con calci pugni, colpi di catena e di casco.
Gli agenti della Digos sono risaliti a loro grazie alle telecamere di sorveglianza presenti nella zona della rissa, nel centro storico genovese e con la collaborazione degli uffici spezzini.
Diverse le perquisizioni effettuate sia a Genova che a La Spezia e che hanno portato al ritrovamento di indumenti e oggetti che i ragazzi, tutti tra i 17 e i 24 anni, indossavano durante la rissa.
Sequestrati anche telefoni cellulari che potrebbero conservare foto e video della rissa e di altre “attività” dei gruppi.
Non risulterebbe uno scontro “organizzato” ma, piuttosto, una casualità determinata dal fatto che due giovani di un gruppo hanno riconosciuto un “avversario” e lo hanno insultato facendo scattare la reazione degli amici e poi dalle parole si è passati alle mani.
Un episodio che preoccupa anche per l’innalzamento del livello di scontro tra militanti di opposte fazioni politiche che ricorda brutti momenti della storia recentte del Paese.
























