Genova – Un vero e proprio braccio di ferro tra Comune e Istituto Gaslini per il ripristino del manto stradale di via Redipuglia, a Quarto e intanto la strada resta chiusa, con gravi problemi nella viabilità locale e disagi per residenti e famiglie dei piccoli pazienti.
Lo scontro va avanti dallo scorso 29 gennaio quando una porzione dell’asfalto vicino al cantiere per i lavori per la nascita del “Nuovo Gaslini” ha ceduto, sprofondando in una voragine.
La polizia locale ha bloccato il passaggio e le ditte hanno transenato l’area evitando il pericolo di incidenti.
Da allora, però, si è aperto un contenzioso su chi debba provvedere ai lavori.
Il Comune – attraverso l’assessore ai Lavori Pubblici Massimo Ferrante, sostiene che il lavoro debba essere eseguito da chi ha la titolarità del cantiere (Gaslini) mentre la controparte sostiene che il cedimento sia stato causato da un guasto alla rete idrica e che, quindi, il ripristino sia obbligo di chi ha la responsabilità della manutenzione e delle riparazioni, ovvero IRETI e il Comune stesso.
Nel corso dell’ultimo consiglio comunale l’assessore Ferrante ha precisato che le riparazioni alle rete IRETI sono state eseguite ma perché causate dal crollo e non causa dello stesso e inoltre la concessione data al Gaslini per l’apertura del cantiere prevede una responsabilità su quanto vi avviene. Nessun obbligo ricadrebbe quindi sul Comune che non può agire.
Nel confronto, piuttosto acceso, tra le parti, restano fuori i residenti e tutti coloro che – a vario titolo – devono percorrere via Redipuglia.
Disagi che vanno avanti ormai da fine gennaio e che si fanno ogni giorno più pesanti.
Gli stessi familiari dei pazienti del Gaslini devono entrare con l’auto sul lato mare per accedere alla struttura e quindi percorrerla per intero per recarsi al pronto soccorso pediatrico o alle strutture dove si eseguono esami e terapie.
La strada terza sarebbe quella di procedere, da parte del Comune, ai lavori, per poi rivalersi sul Gaslini dopo una azione giudiziaria.
Procedura complessa ma assolutamente prevista nell’ordinamento legale che ammette che, laddove il proprietario non adempia all’obbligo di intervento sulle parti di uso anche pubblico, il Comune, responsabile della sicurezza, possa intervenire sostituendosi a chi dovrebbe eseguire e per poi rivalersi con la richiesta delle spese sostenute.
Mentre gli avvocati delle parti esaminano la copiosa documentazione, il Comune si prepara a emanare una “diffida” nei confronti del Gaslini per intimare l’esecuzione dei lavori entro una determinata data.
In caso contrario sarà battaglia in Tribunale e il Comune potrebbe eseguire i lavori chiedendo poi il risarcimento.
























