Santa Margherita Ligure (Genova) – Va al cimitero per portare dei fiori alla madre e non trova più la tomba. E’ successo ad un pensionato di 74 anni che dal 1999 si reca periodicamente nel cimitero di San Lorenzo della Costa, dipendente dal Comune di Santa Margherita e che è rimasto sconcertato da ciò che ha scoperto.
Inizialmente ha trovato un mucchio di terra dove un tempo era sepolta la madre, deceduta nel 1999, e poi, chiedendo spiegazioni al personale, ha scoperto che nessuno sapeva dove fosse finita la bara con le spoglie mortali e, ancora, che i registri dove dovrebbero essere annotate le esumazioni ed ogni eventuale “spostamento” delle salme, sarebbero anch’essi misteriosamente spariti e non ci sarebbe una copia.
Il timore è quindi, che la salma sia stata esumata per errore e, poiché non “reclamata” per una nuova sepoltura, sia finita in una fossa comune.
Può infatti capitare che le “concessioni” per le sepolture – il tempo per il quale si è pagata la permanenza in un determinato spazio – scadano e che scatti l’esumazione. Se i parenti non si fanno avanti per chiedere una nuova concessione o trovando una nuova sistemazione – dopo una cremazione dei resti ad esempio – le spoglie mortali vengono semplicemente trasferite in una fossa comune e non è più possibile risalire alla loro collocazione “fisica”.
Un incidente burocratico tutt’altro che infrequente visto che non arriva a casa alcuna comunicazione e l’unico “segnale” della procedura imminente è un cartello posto sulla sepoltura stessa.
Laddove i familiari non passino dal cimitero, magari perché anziani o perché abitano altrove, la procedura scatta inesorabile e il corpo viene esumato e se ne perde traccia.
In questo caso, però, la procedura potrebbe essere partita per errore visto che nel registro delle esumazioni non sarebbe indicata la tomba “scomparsa” e quindi, se c’è stato spostamento, è avvenuto senza apparente motivo.
La vicenda finirà quasi certamente in Tribunale anche perché la persona che ha fatto la tragica scoperta denuncia di non aver trovato molta collaborazione negli uffici comunali che si sarebbero limitati a segnalare il nominativo della compagnia con la quale il Comune è assicurato e che dovrebbe coprire il risarcimento dei danni “fisici e morali” della perdita del corpo dell’anziana madre.
Un risarcimento che, però potrebbe non essere particolarmente alto considerato che la cantante Rita Pavone ha ottenuto un risarcimento di meno di 4.000 euro nella causa per un caso analogo a Torino, con i resti del padre scomparsi dopo l’esumazione.
Una “beffa” dopo il danno, incalcolabile, della perdita del luogo dove pregare accanto alle spoglie mortali del proprio familiare.
(foto di Archivio)





















