Finale Ligure (Savona) – Falesie e pareti rocciose super frequentate anche nel week end nonostante i divieti. Lo denunciano gli ambientalisti che da inizio anno cercano di sensibilizzare free-climbers ed appassionati di arrampicate che arrivano in Liguria per praticare lo sport anche d’inverno.
“In pochi sanno che arrampicare in molte falesie è vietato dal 1 gennaio al 31 luglio – raccontano – e solo pochi siti di settore molto seri lo segnalano mentre altri, compresi molti di quelli “promozione turistica” di Regione Liguria, non sembrano interessati a sottolinearlo”.
Per chi protegge l’ambiente sempre più minacciato delle falesie e delle pareti rocciose del Finalese, ad esempio, è un vero problema perché è in questo periodo che alcuni degli uccelli più “a rischio” come i maestosi rapaci.
I predatori usano spuntoni di roccia e piccole nicchie per nidificare e crescere i cuccioli e il via vai di persone, seppur rispettose e per lo più sensibili alle tematiche, li spaventa e li costringe a cambiare zona, arrecando un danno enorme.
“Siamo coscienti che quello dell’arrampicata è un volano importante per il turismo della zona – spiegano gli ambientalisti – ma non possiamo certo rinunciare a falchi e altri rapaci pur di tenere aperte certe vie di arrampicata. Ci piacerebbe che la Regione Liguria fosse più attenta a questi particolari”.
Eppure – secondo i difensori dell’ambiente – sono rare le segnalazioni sui siti e ancor meno sui luoghi dove la segnaletica è limitata all’essenziale e spesso non riporta con sufficiente evidenza che alcune pareti sono vietate in certi periodi dell’anno e che alcune lo sono per tutto il periodo che va dal 1 gennaio al 31 luglio.
“Basterebbe poco per segnalarlo a chi potrebbe non saperlo – spiegano – ma anche prevedere dei controlli, specie nei fine settimana, per evitare che ci sia qualche “furbetto” che finge di non sapere”.
Alcuni siti specializzati come Finale Outdoor Region sensibilizzano gli appassionati e lo fanno sia sul web che con post sui social.
“E’ un buon segnale – spiegano gli ambientalisti – anche perché pensiamo che chi arrampica abbia già un forte rapporto empatico con la Natura e certamente capisce il divieto. Ma c’è ancora chi non sa o fa finta di non sapere e per questo vorremmo che chi gestisce l’offerta turistica si ricordasse che ci sono questi confini da segnalare.
I siti interessati da divieti parziali e permanenti sono:
Caprazzoppa: Divieto permanente da ripetitore tv fino a falesia sul mare sotto la torre Colombara (a valle della Via Aurelia ), lato EST SUD
Pianarella: Divieto permanente dopo “Via Lunga” (che rimane aperta) fino a San Bernardino.
Monte Tolla: Divieto temporaneo dal 1 gennaio al 31 luglio
Bric Reseghe: Divieto temporaneo dal 1 gennaio al 31 luglio
Casa del Vacchè: Divieto permanente da dopo via “Peter Pan” fino a inizio della
Valle Cornei in prossimità del ponte Cornei.
Rocca di Corno: Divieto permanente da oltre via “Il Futuro è un’Ipotesi” alla prossimità del Ponte Cornei .
Rocca degli Uccelli: Divieto temporaneo dal 1 gennaio al 31 luglio
Bastionata di Boragni: Divieto temporaneo dal 1 gennaio al 31 luglio, Settore destro e centrale.
Capo Noli: Divieto permanente tutta la falesia da sopra la Via Aurelia























